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Omicidio Piccolino, sindaco Formia: “Grati alle forze dell’ordine ma i riflettori restino accesi”

Le parole del primo cittadino Bartolomeo dopo il fermo del presunto assassino dell'avvocato e blogger ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 29 maggio nel suo studio di via della Conca

Grazie alle forze dell’ordine ma i riflettori restino accesi”: questo il commento del sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, poche ore dopo il fermo del presunto assassino di Mario Piccolino, l’avvocato e blogger di 71 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 29 maggio nel suo studio di via della Conca.

“Il Questore di Latina mi ha informato che il presunto assassino di Mario Piccolino è stato catturato. Voglio in primo luogo ringraziare la sua persona, tutte le forze di Polizia che hanno contribuito all’operazione e i magistrati che hanno lavorato all’indagine - commenta il primo cittadino -.

Si tratta di un atto di violenza criminale inaudita e la mia comunità è certamente più tranquilla nel sapere che il responsabile è stato individuato”.

“Questo episodio – dice - ha comunque acceso in modo evidente le luci su una situazione cittadina preoccupante per quanto riguarda le infiltrazioni criminali, non solo quella comune a cui il fatto è riferito ma anche quella organizzata, la cui presenza stabile nella città di Formia è un dato ormai innegabile.

Chiedo alla magistratura e alle forze dell’ordine di continuare nel loro lavoro sapendo che questa città può recuperare la sua definitiva tranquillità quando questo cancro sarà definitivamente estirpato. Ciascuno, cominciando dal sottoscritto, dovrà fare il proprio dovere fino in fondo per restituire un futuro sereno a tutti noi che qui viviamo e intendiamo continuare a farlo”.

CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD FORTE - "L'arresto del presunto killer dellavvocato e blogger Mario Piccolino da parte della Polizia, pur allontanando l'ipotesi di un delitto maturato negli ambienti della criminalità organizzata, non deve portare nessuno a negare il fatto che la nostra provincia - ed il sud pontino in particolare - rappresenti un terreno in cui i clan di varia natura hanno radicato i propri interessi e vantino solidi appoggi" scrive in una nota il consigliere regionale del Pd Enrico Forte.

"Alla luce delle notizie emerse dopo l'arresto, appare chiaro che si tratta di un fatto personale, molto più simile alla vicenda di Milano con gli spari in Tribunale del 9 aprile scorso - in cui morirono tre persone tra cui un giudice ed un avvocato - che non ad una dimostrazione di forza da parte delle mafie. Nessuno, però, può permettersi di negare i fenomeni criminali: è uno spettacolo che pensavamo archiviato e che, purtroppo, si ripete ancora oggi, portato avanti da chi fa finta di dimenticare che ci sono interessi forti, soprattutto nel campo delledilizia e dellurbanistica, su cui personaggi di dubbia provenienza hanno messo gli occhi da anni. La Regione Lazio non smetterà mai di adoperarsi, per quanto di propria competenza, sui temi della legalità e della lotta alla criminalità, anche oggi che su Formia arriva una sorta di sentenza che, riportando lesecuzione di un delitto nell'alveo di una lite personale, assolve la mafia.

Dobbiamo essere sempre intransigenti, perché è dalla negazione che si alimentano certi odiosi fenomeni. Se una intera città, con il sostegno di tanti altri altri sindaci e rappresentanti istituzionali, si è mobilitata dopo il delitto chiedendo attenzione e tutela contro la criminalità organizzata, questo ha un significato che non può essere ignorato. Esiste una paura che emerge dinanzi ad un delitto non solo come risposta emotiva, ma nel convincimento che in quel tessuto economico e sociale esista una pericolosa presenza. Negarlo è pericoloso.

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