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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio di Romina De Cesare, la 36enne uccisa in casa da chi diceva di amarla

Per l’efferato delitto fermato a Sabaudia l’ex compagno Pietro Ialongo che si trova in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Fissata per il 6 maggio l’autopsia sul corpo della giovane donna

Si trova in carcere Pietro Ialongo, l’uomo di 38 anni di origini molisane accusato dell’omicidio dell’ex compagna Romina De Cesare trovata senza vita in una pozza di sangue nel suo appartamento in via Plebiscito a Frosinone nel pomeriggio di martedì 3 maggio. Il 38enne fermato quello stesso pomeriggio mentre semi nudo in stato confusionale, con escoriazioni e graffi, vagava per la spiaggia di Sabaudia, ha poi ammesso le sue responsabilità in relazione all’efferato delitto nel lungo interrogatorio a cui è stato poi sottoposto dai pm delle Procure di Latina e di Frosinone. E quella che viene considerata una confessione dell’omicidio è stata affidata dall'uomo anche a dei fogli di un block notes che è stato trovato nella sua vettura su cui era scritto “Non volevo ucciderla. La amo”.  Ialongo dunque al momento si trova nella casa circondariale di via Aspromonte in attesa dell’udienza di convalida che si terrà presso il Tribunale di Latina.

Risposte importanti che potranno confermare, o meno, quello che è stato il suo racconto potrebbero arrivare anche dall’autopsia sul corpo di Romina De Cesare che è stata fissata per la giornata di domani, venerdì 6 maggio, e che si svolgerà presso l'obitorio dell'ospedale Spaziani di Frosinone. Innanzitutto bisogna capire quali sono state le cause che hanno portato alla morte della 36enne, anche lei originaria della provincia di Isernia. Secondo quanto emerso fino a questo momento, la donna sarebbe stata prima strangolata e poi raggiunta da diverse coltellate nella casa che i due, nonostante non stessero più insieme, ancora condividevano.

Altro nodo da sciogliere, poi, resta quello delle motivazioni. In una nota le Procure di Latina e Frosinone hanno spiegato che verosimilmente queste possono essere riconducibili “a motivi di gelosia, anche se ulteriori approfondimenti sono in corso in merito ad eventuali motivi economici”. “L’uomo, non accettando la nuova frequentazione della sua ex compagna - si legge -, al rientro da una serata fuori l’avrebbe dapprima strangolata e successivamente ripetutamente accoltellata abbandonandola in una pozza di sangue, per poi darsi alla fuga”.

Fuga che, come sappiamo, è terminata poi a Sabaudia, dove il 38enne è stato fermato nel pomeriggio di martedì. “Durante la sua corsa in direzione del litorale pontino l’uomo avrebbe asseritamente posto in essere gesti autolesionistici e tentativi di suicidio, sia mediante strangolamento sia mediante il taglio delle vene, non riuscendo nel suo intento. Una volta giunto sul promontorio del Circeo, avviatosi verso la spiaggia di Sabaudia, l’uomo avrebbe tentato infine di annegarsi”. solo successivamente si sarebbe disfatto degli indumenti che indossava, rimanendo nudo sulla spiaggia dove è stato poi notato dai carabinieri di Sabaudia, che, ricostruito quanto accaduto all’uomo ed accertatisi della sua identità e della sua provenienza, hanno immediatamente contattato la Questura di Frosinone.
 

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