Sezze: uccise il fratello con un'ascia, condannato a venti anni di reclusione

Oggi la sentenza in abbreviato per Giovanni Stirpe, che lo scorso anno uccise il fratello Luciano durante una lite avvenuta per strada. Il Gip Campoli ha escluso la premeditazione

E' stato condannato a 20 anni di reclusione Giovanni Stirpe, il 47enne di Sezze che lo scorso anno uccise con un'ascia il fratello Luciano durante una lite.

Il processo si è svolto con il rito abbreviato davanti al giudice per l'udienza preliminare Laura Matilde Campoli, che ha stabilito 20 anni, così come richiesto dal pubblico ministero Giuseppe Bontempo. 

Il giudice ha escluso la premeditazione: sarebbe stato un gesto d'impeto, quindi, quello compiuto da Stirpe, difeso dagli avvocati Vitelli e Silipo. 

La lite tra i due fratelli era avvenuta fuori a un bar lo scorso 27 luglio in località Fontane: per gli inquirenti si era trattato di un ennesimo litigio scoppiato per questioni legate all'eredità. La vittima, che aveva 51 anni, era deceduta in ospedale.

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