Omicidio a Terracina: due fermi. Esposito sequestrato e ucciso per soldi

Indagati una donna rumena di 24 anni e il suo convivente, di Fondi. La vittima si era incontrato con loro il 14 marzo scorso. Nei giorni successivi i due avevano fatto prelievi con la sua carta. Il 22 la morte dell'imprenditore

Due fermi nell’ambito delle indagini legate al sequestro e all’omicidio di Umberto Esposito, il sarto romano di 82 anni ritrovato morto, legato, imbavagliato e incappucciato, nelle campagne di Terracina, il 24 marzo scorso. Gli indagati, sui quali da subito si erano concentrate le indagini dei carabinieri, sono una rumena di 24 anni, Georgeta Vaceanu, e il suo convivente, un italiano di 35 anni di Fondi, Fabrizio Faiola. Entrambi sono accusati di sequestro di persona, omicidio, rapina e falsificazione di titoli di credito e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento

LE INDAGINI. Le indagini erano cominciate il 15 marzo scorso. L'uomo si era infatti allontanato da casa il giorno prima per un appuntamento a Latina e non era più tornato. Fin dall'inizio dell'indagine sono stati raccolti elementi di colpevolezza nei confronti dell'uomo e della donna e dopo il ritrovamento del cadavere sono state quindi ricostruite tutte le fasi dei delitti.

IL SEQUESTRO. I carabinieri del comando provinciale di Latina hanno accertato che Umberto Esposito aveva un appuntamento, il 14 marzo, con la donna rumena e il suo compagno. I due avevano sequestrato l’imprenditore, dopo averlo verosimilmente sedato con dei sonniferi  e lo avevano trasportato in un luogo dove lo avevano trattenuto contro la sua volontà fino al momento della morte. Si sono poi appropriati del suo bancomat, di una carta di credito e del libretto degli assegni e nei giorni successivi hanno effettuato prelievi a Latina e alcuni acquisti bancomat in un centro commerciale di Formia.

LE FASI DEL DELITTO. L’uomo e la donna avevano poi versato in una banca di Fondi due assegni di 25mila euro ciascuno, estratti dal carnet sottratto alla vittima falsificando la sua firma, ma la banca dove era il conto della ditta di Esposito aveva respinto la transazione per una serie di irregolarità che erano state riscontrate. L'uomo è morto probabilmente il 22 marzo, per asfissia meccanica violenta. A quel punto i due si sono disfatti del cadavere abbandonandolo nelle campagne di Terracina.

Nel corso dell’operazione di oggi sono state inoltre sequestrati le abitazioni, i locali e tutte le auto nella disponibilità dei due fermati, sui quali saranno disposti alcuni accertamenti tecnici. L’uomo è stato portato presso la casa circondariale di Latina, mentre la donna a Rebibbia.

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