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Omicidio del sarto a Terracina, condanne confermate dalla Corte di Assise di Appello

Trenta anni di carcere per Fabrizio Faiola, ridotta a 19 per Georgeta Vaceanu. Esclusa l’aggravante della premeditazione

Condanna parzialmente riformata per Fabrizio Faiola, 35 anni, e Georgeta Vaceanu, 24 anni, accusati della morte del sarto romano Umberto Esposito di 82 anni. La Corte di Assise di Appello di Roma ieri ha emesso la sentenza del processo di secondo grado confermando per Faiola la condanna a 30 anni di carcere e riducendo a 19 anni la condanna per la Vaceanu. I giudici hanno quindi escluso l’aggravante della premeditazione.

Nel processo di primo grado, svoltosi davanti al giudice per l’udienza preliminare con il rito abbreviato, i due erano stati condannati a trenta anni per omicidio, sequestro di persona e rapina aggravata. La vittima si era allontanata da casa il 15 marzo del 2017 per andare a un appuntamento a Latina. Ma non aveva più fatto ritorno e i familiari avevano presentato una denuncia di scomparsa. Il suo cadavere era stato ritrovato nelle campagne tra Fondi e Terracina il 24 marzo 2017 e i sospetti erano caduti quasi subito sulla giovane rumena che lavorava da lui. Secondo l’accusa i due avevano sequestrato l'anziano imprenditore dopo averlo sedato con dei sonniferi, si erano appropriati del suo bancomat effettuando anche dei prelievi e incassando due assegni da diverse migliaia di euro ciascuno.

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