Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Piazza della Libertà

“Sentinelle in Piedi” anche a Latina, manifestazione in centro

Manifestazione ieri pomeriggio in piazza della Libertà: In piedi si sono schierati in maniera silenziosa e con un libro aperto in mano davanti il palazzo della Prefettura in protesta contro il ddl Scalfarotto contro l’omofobia

“In silenzio, leggendo un libro come simbolo di formazione continua, la nostra mobilitazione invaderà le piazze per ribadire che non è possibile zittire chi ha gli occhi aperti e la coscienza vigile”.

Ha fatto tappa anche a Latina la manifestazione delle “Sentinelle in Piedi” contro il ddl Scalfarotto contro l’omofobia; una manifestazione della rete che si definisce “aconfessionale e apartitica” che nell’ultimo anno ha portato in piazza migliaia di persone in oltre 150 piazze italiane e che nella giornata di ieri ha visto mobilitarsi 100 piazze italiane.

In piedi ieri pomeriggio si sono schierati in maniera silenziosa e con un libro aperto in mano davanti il palazzo della Prefettura in piazza della Libertà.

“Qualche settimana fa il tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto l’adozione di una bambina da parte della compagna della mamma, creando un precedente pericoloso - si legge in una nota del gruppo “Sentinelle in Piedi” -: si tratta del primo caso in Italia di stepchild adoption, ovvero dell’adozione da parte di coppie omosessuali.

Nel frattempo, sempre a colpi di sentenze la magistratura ha aperto la via alla fecondazione eterologa, che di fatto dà la possibilità anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso di “produrre” un bambino. Il tutto avviene mentre il Governo annuncia un progetto di legge sulle unioni civili che ricalca il modello tedesco, in cui in sostanza le unioni saranno equiparate al matrimonio in tutto e per tutto, adozione compresa.

Dirsi contrari a tutto questo oggi è considerato un atto di “omofobia” - prosegue il gruppo -, un’accusa che potrebbe trasformarsi in reato se dovesse essere approvato al Senato il ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera, che con il pretesto di impedire atti di aggressione e violenza nei confronti di persone con tendenze omosessuali, in realtà limita la libertà di espressione, non specificando neppure che cosa si intenda per “omofobia”.

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