Migranti, porte aperte all'atelier delle rifugiate. Nancy Brilli testimonial d'eccezione

Domani, a partire dalle 10,30, la sartoria sociale gestita dalla cooperativa Astrolabio in viale XXI aprile 53 accoglie i cittadini in occasione delle iniziative dell'Unhcr per la Giornata mondiale del rifugiato

L’Atelier delle rifugiate apre le porte alla città per raccontare la straordinaria esperienza di artigianato sartoriale nata da un’idea della cooperativa Astrolabio nell’ambito del progetto Sprar – il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Tetimonial d’eccezione per la giornata di domani, a partire dalle 10,30 in viale XXI aprile 53 a Latina, sarà Nancy Brilli, che incontrerà le donne rifugiate che lavorano all’atelier Acanthus e ascolterà le loro testimonianze ed esperienze. L’iniziativa, realizzata dal Comune in collaborazione con Unhcr, rientra tra gli eventi organizzati in occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno.

Il programma della mattinata prevede una visita al laboratorio, una dimostrazione pratica del lavoro sartoriale da parte delle donne rifugiate e la proiezione di un video. Ospite sarà appunto Nancy Brilli. L’attrice, testimonial insieme ad altri suoi colleghi del mondo dello spettacolo della campagna di sensibilizzazione dell’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati (Unhcr), raccoglierà le testimonianze delle ospiti del centro, protagoniste di un progetto che è diventato un’impresa economicamente sostenibile, socialmente utile e altamente inclusiva.

“In questo anno di esperienza amministrativa – afferma l’assessora alle Politiche di Welfare Patrizia Ciccarelli - mi sono resa conto che spesso i servizi sociali non sono conosciuti dalla cittadinanza, sono usati poco e male. Per questo una delle parole chiavie da cui siamo ripartiti è apertura, che vuol dire innanzitutto far conoscere questi servizi e l’offerta che c’è sul territorio, divulgare le potenzialità di questi servizi e le buone pratiche. Da qui nasce l’idea dell’Open Day. Le porte del laboratorio promosso nell’ambito del progetto Sprar e gestito dall’Astrolabio saranno aperte a tutta la cittadinanza perché gli interessati possano visitare l’atelier, farsi un’idea delle attività che le rifugiate ospiti della struttura svolgono e dei frutti del loro lavoro, conoscere una realtà che rappresenta un’eccellenza, un’occasione di scambio e di crescita per tutti”.

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