Operaio morto a Sezze, Anmil: “Bisogna fare di più per la sicurezza sul lavoro”

L’intervento dell’ Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro dopo la morte di Massimo Massetti a Sezze. Presidente Compagnucci: “occorre mettere tute le risorse per la sicurezza nei luoghi di lavoro, sia economiche che umane”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

L’ANMIL - Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro -, che riunisce proprio gli invalidi, orfani e vedove per causa di lavoro, non può rimanere insensibile di fronte al dramma sul lavoro accaduto nei giorni scorsi.

Il Presidente dell’ANMIL Provinciale – Elio Compagnucci – interviene sull’ennesimo incidente sul lavoro:  “Ancora una volta la provincia di Latina viene colpita da un incidente mortale sul lavoro in cui ha perso la vita Massimo Massetti di Aprilia, Tecnico di Acqualatina che lavorava nell’impianto in località Fonte La Penna a Sezze per il ripristino dell’impianto elettrico manomesso dopo un furto di rame”.

Esprimo in primo luogo il mio cordoglio e quello dell’ANMIL per la morte del lavoratore; siamo vicini alla famiglia a cui vanno le nostre più sincere condoglianze, ma dobbiamo fare di tutto perché sul lavoro si prevengano episodi come questi. La perdita anche di una sola vita umana in ambito lavorativo è un fatto che moralmente e civilmente va considerato inaccettabile.

Nel settore della prevenzione e della sicurezza molto è già stato fatto ma come dimostrano  i fatti recenti gli sforzi non sono mai abbastanza. Di fronte ad una morte bianca, nonostante lo sciagurato ripetersi di tali eventi, non riusciamo a capacitarci di come ancora oggi si debba pagare un tributo così alto e doloroso al normale svolgimento di un’attività lavorativa.

L’ANMIL non può rimanere indifferente a queste tragiche notizie di morti sul lavoro, anzi, questi episodi ci stimolano a denunciare ancora una volta quanto sia necessario l’impegno di tutti perché il lavoro non si trasformi in tragedia.

“Per questo – aggiunge Compagnucci – occorre mettere tute le risorse per la sicurezza nei luoghi di lavoro, sia economiche che umane, sotto il governo di un soggetto unico, che possa coordinare ed indirizzare efficacemente le azioni di contrasto, prevenzione, formazione e informazione”.

La quotidiana catena di morti sul lavoro – conclude il Presidente Provinciale dell’ANMIL – richiede interventi decisi sul fronte del coordinamento e del potenziamento delle strutture di controllo e dell’apparato giudiziario, nonché l’immediato utilizzo delle risorse già stanziate per la formazione e l’informazione dei lavoratori e per la promozione di una autentica cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, partendo dai banchi di scuola.

Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non bisogna mai abbassare la guardia e, per quanto nelle nostre competenze, continueremo a operare per migliorare e stimolare chi di dovere verso vere politiche di prevenzione e della sicurezza.

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