Operazione Babylonia: nuovo sequestro per 6,5 milioni, anche in provincia di Latina

L’attività della Guardia di Finanza di Roma che ha dato esecuzione al provvedimento che ha interessato 10 società nell'ambito dell'operazione nel 2017 aveva portato a 23 arresti

Arriva anche nella provincia pontina l’attività della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Roma che questa mattina ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, che interessa 10 società di capitali, per un valore complessivo di circa 6,5 milioni di euro. 

Il sequestro, che assesta un nuovo duro colpo a due sodalizi criminali con base a Roma e Monterotondo, si inquadra nell’ambito dell’operazione “Babylonia” le cui indagini, eseguite dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma e affiancate da mirati accertamenti patrimoniali del Gico del locale Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria, avevano portato nel 2017 all’esecuzione di 23 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma su richiesta della Dda, nei confronti di altrettanti appartenenti a due distinte associazioni per delinquere dedite all’estorsione, all’usura, al riciclaggio, al reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita, al fraudolento trasferimento di beni e valori, con l’aggravante del metodo mafioso. 

Erano poi 26 le persone indagate a piede libero, tra cui un notaio, tre commercialisti e alcuni infedeli dipendenti di banca. 

“Per aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dai capi dell’organizzazione, sussistendo una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e le ricchezze possedute”, spiegano dalla Guardia di Finanza della Capitale, la Procura della Repubblica di Roma aveva richiesto e ottenuto l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale riguardante beni per circa 280 milioni di euro, tra cui gli storici bar “Mizzica!” di via Catanzaro e Piazza Acilia, il locale della movida romana “Macao” di via del Gazometro e la nota catena di bar “Babylon Cafe”, dalla quale l’indagine ha preso il nome, oggi in amministrazione giudiziaria. 

Dagli ulteriori approfondimenti sui gruppi societari riconducibili agli indagati, operati dagli investigatori della Guardia di Finanza e dell’Arma, è stata rilevata la riconducibilità ai proposti di altre 10 società di capitali. Le attività di sequestro sono in corso di esecuzione a Roma e provincia, a Terni, Pescara e Caserta, nonché nelle province di L’Aquila e Latina.

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