Pestaggi in piazza per estorcere denaro: due arresti

L'operazione dei militari della compagnia di Terracina è scattata questa mattina e ha coinvolto le città di Sonnino, Sezze ed Ardea. Due persone sono finite in carcere, altre due hanno l'obbligo di firma

E' stata conclusa questa mattina un'operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Terracina che ha coinvolto le città di Sonnino, Sezze ed Ardea.

Quattro le misure cautelari eseguite dai militari a carico di altrettante persone ritenute responsabili a vario titolo di tentata estorsione aggravata in concorso. Due soggetti sono finiti in carcere, per altri due è stata invece disposta la misura dell'obbligo di dimora e di firma.

In particolare G.S. e D.D.E., rispettivamente di 33 e 36 anni, entrambi di Sonnino e con precedenti penali, sono ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata in concorso; mentre F.S, 40enne di Sezze, e L.M., 49enne di Sonnino, entrambi con precedenti, dovranno rispondere del reato di “violenza o minaccia per costringere a commettere un reato”, in concorso con il 33enne, che risponderà anche dell’aggravante per aver commesso il fatto nel tempo in cui era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata indagine, iniziata nel giugno 2016 dal Nucleo Operativo della compagnia carabinieri di Terracina, in stretta collaborazione con la dipendente Stazione di Sonnino, a seguito di due denunce, sporte rispettivamente nella primavera e nell’agosto dello scorso anno, da altrettante vittime che, estenuate dalle continue richieste estorsive dei loro aguzzini, hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. 

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La complessa indagine ha consentito di ricostruire il modus operandi dei due uomini che, direttamente o servendosi degli altri due indagati quali esecutori materiali di violenti atti intimidatori, perpetrati anche con l’uso di armi da sparo, hanno tentato in più occasioni, e precisamente dal mese di giugno 2016 al mese di febbraio 2017, di estorcere ingenti somme di denaro o altri beni mobili alle loro vittime e di costringerle a rimettere le denunce presentate nei loro confronti. Il più pericoloso e violento fra i quattro è considerato il 33enne di Sonnino, poiché autore di numerose spedizioni punitive. Non di rado si le spedizioni punitive si erano concretizzate in violenti pestaggi consumati alla luce del sole, con il solo scopo di creare un diffuso stato di assoggettamento nella comunità locale.

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A febbraio il 33enne era stato arrestato e successivamente posto agli arresti domiciliari, per aver attinto a fuoco, con una pistola, un giovane di Terracina, gambizzandolo. Ha, poi, continuato nelle sue azioni minatorie e nelle sue “lezioni” anche  durante il periodo in cui era sottoposto, per altri reati, alla misura cautelare degli arresti domiciliari e alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, avvalendosi della longa manus dei due gregari, o addirittura utilizzando lo stratagemma di convocare le vittime presso il suo domicilio. Fondamentale per la rapida e positiva conclusione delle indagini si è rivelata la collaborazione tra le vittime e gli inquirenti.

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