Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Riciclaggio e truffa con finti corsi di formazione: tre imprese pontine nella maxi operazione della Finanza

L'operazione delle Fiamme gialle di Agropoli ha portato al sequestro preventivo di 57 milioni di euro. Coinvolte complessivamente 274 società

Sono 274 le imprese coinvolte in una maxi operazione condotta ieri, 19 aprile, dalla guardia di finanza di Agropoli e dal comando provinciale di Salerno. Oltre 100 reparti del Corpo impegnati in 42 province italiane per dare esecuzione a un'ordinanza del gip del tribunale di Vallo della Lucania che ha disposto l'applicazione di misure cautelari e il sequestro preventivo di beni per 57 milioni di euro. Le persone indagate sono complessivamente 279, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti di imposta e autoriciclaggio. 

Sono tre le aziende pontine coinvolte nell'attività investigativa, rispettivamente a Latina, Terracina e Formia, che avrebbero effettuato indebite compensazioni per crediti inesistenti prodotti attestando falsamente attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0. Secondo la ricostruzione, una rete di procacciatori individuava le imprese clienti a cui proponeva di beneficiare del credito d'imposta inerente la formazione del personale; a tal fine, una società con sede a Cicerale (Salerno) forniva alle imprese la documentazione relativa alle ore di formazione che i dipendenti avrebbero dichiarato di aver effettuato ma che, in realtà, non sono mai avvenute.

Con l'ausilio di alcuni delegati sindacali poi venivano redatti falsi contratti collettivi aziendali, utilizzando marche da bollo contraffatte, per attestare falsamente i costi sostenuti dalle imprese e retrodatare le stipule dei contratti. Alcuni professionisti compiacenti provvedevano poi a rilasciare alle imprese beneficiarie la certificazione del credito d'imposta, che da queste veniva immediatamente compensato, per poi restituire una percentuale sul totale dell'importo a titolo di provvigione. Il giro di affari realizzato ha fruttato un profitto illecito complessivo stimato in circa 57 milioni di euro. 

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