Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Aprilia

Mafia a Roma: la nuova indagine partita dall'inchiesta su Aprilia

L'attività investigativa che ha portato a una nuova ondata di arresti nella Capitale si è focalizzata inizialmente sulle relazioni esistenti con Gangemi

Diciotto misure cautelari, un sequestro di beni per oltre 131 milioni di euro e 57 indagati. Sono i numeri della vasta operazione della Direzioneinvestigativa antimafia di Roma scattata questa mattina su tutto il territorio nazionale. Le 18 persone destinatarie dei provvedimenti disposti con un'ordinanza dal gip di Roma sono ritenute gravemente indiziate di far parte di due associazioni, con l'aggravante mafiosa, radicate a Roma e finalizzate a estorsioni, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego in attività economiche di proventi illeciti; reati aggravati dall'aver agevolato i clan di camorra Mazzarella - D'amico, le cosche della 'ndrangheta Mancuso e Mazzaferro e il clan Senese. Una vera e propria centrale di riciclaggio, operante in Roma e con interessi in tutto il territorio nazionale. 

L'operazione che questa mattina ha travolto Roma costituisce però uno stralcio dell'operazione "Assedio", l'indagine che il 3 luglio ha portato a un'ondata di arresti nel territorio pontino, compreso quello del sindaco di Aprilia Lanfranco Principi, sgominando un'associazione di tipo mafioso che faceva capo a Patrizio Forniti. L'attività investigativa di Roma si è focalizzata proprio sullo scenario della criminalità organizzata che ha "permeato la Capitale estendendo la zona d’interesse fino all’area pontina", scrive il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Emanuela Attura. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una consorteria che coordina gli interessi dei principali gruppi criminali stabili su altri territori dello Stato, con "tipiche attività di controllo del territorio connotate da aggressività, sopraffazione e violenza, ma, soprattutto, si palesano iniziative economico finanziarie illecite". "Si tratta di un sistema che ha lentamente penetrato attività imprenditoriali, apparentemente legali, operanti in diversi settori economici". 

All’inizio le indagini hanno centrato il focus sull’esistenza di una complessa rete di relazioni con la famiglia Gangemi. Da qui sono partite le attività tecniche che hanno poi consentito di ricostruire gli interessi in comune tra la famiglia Gangemi e i fratelli Nicoletti; poi tra questi e Pasquale Lombardi. Il nome di Sergio Gangemi, arrestato nel corso dell'operazione della Dia dei giorni scorsi ad Aprilia, compare ripetutamente anche nelle lunghe pagine dell'ordinanza dell'operazione di Roma anche in relazione alla somma di 20 milioni di euro investita in affari con Lombardi e Antonio Nicoletti. Il profilo di Gangemi, originario di Reggio Calabria ma ormai stabilitosi in provincia di Latina, emerge con chiarezza anche nella precedente inchiesta sul gruppo mafioso apriliano di Patrizio Forniti, che l'imprenditore avrebbe favorito e agevolato

Fra le persone arrestate nell'operazione di oggi c'è anche un altro volto che era già noto a Latina, quello di Daniele Muscariello, 47enne, ex manager del Latina Calcio, considerato ora tra "gli organizzatori della policia economico-criminale dell'associazione".

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