Manutenzioni “fantasma” sugli autobus Cotral, un arresto e 50 indagati

L'operazione della Guardia di Finanza di Roma: in manette il titolare di una società affidataria dell'appalto per la manutenzione e riparazione degli autobus; 50 indagati tra dipendenti infedeli della stessa società ed imprenditori

Facevano risultare di aver riparato pullman che invece continuavano a circolare senza i prescritti standard di sicurezza o, peggio, subivano continui guasti mentre invece truccavano le manutenzioni degli mezzi delle linee regionali Cotral

Questo quanto scoperto dalla Guardia di Finanza provinciale di Roma e che ha portato all’operazione denominata “Manutenzione Fantasma”: un uomo è stato arrestato, titolare di una società affidataria dell’appalto per la manutenzione e riparazione degli autobus di linea regionali per truffa aggravata ai danni dello stato e frode in pubbliche forniture, mentre 50 sono le persone indagate tra dipendenti infedeli della stessa società ed imprenditori. 

LE INDAGINI - Le indagini sono state avviate nel 2014 dopo una denuncia presentata dai vertici della stessa azienda regionale allarmati dall’enorme ed inusuale mole di guasti degli autobus - che ha causato numerosi disservizi ai cittadini - e sono durate oltre due anni facendo emergere, spiegano le fiamme gialle, “una reiterata e spudorata condotta fraudolenta realizzata da più società appaltatrici che, con la complicità di alcuni dipendenti infedeli di Cotral che hanno certificato la corretta esecuzione delle manutenzioni degli autobus di linea, hanno incassato somme per prestazioni mai eseguite”. 

L’ISPEZIONE INTERNA - L’azienda regionale, all’esito di un’attività ispettiva interna, aveva rilevato e segnalato alcune criticità nei rapporti con le ditte appaltatrici delle attività di manutenzione dei mezzi, e le successive indagini delle fiamme gialle, condotte attraverso intercettazioni telefoniche, esame di corposa documentazione, perquisizioni e sequestri, “hanno fatto emergere un collaudato sistema di frode” ai danni di Cotral. 

In particolare, prosegue la Guardia di Finanza, “la manutenzione richiesta non veniva concretamente effettuata, pur essendo attestata dagli organi di controllo dell’azienda; in caso di necessità di sostituzione di pezzi, in luogo di quelli originali venivano utilizzati pezzi di ricambio usati e ripuliti, spacciati per nuovi; nel caso in cui l’azienda forniva il pezzo da installare, questo veniva trattenuto dalla ditta per la successiva rivendita a terzi o addebitato a Cotral per altri lavori mentre sul veicolo veniva installato un pezzo usato ovvero si ripuliva quello presente, facendo comunque figurare, sempre con la complicità degli addetti ai controlli, che l’intervento si era concretizzato nei termini stabiliti contrattualmente”. 

CRONOTACHIGRAFI NON REVISIONATI - Inoltre, un riscontro eseguito su circa 1400 vetture, pressoché la totalità degli autobus Cotral, ha fatto emergere come anche i cronotachigrafi digitali in dotazione ai bus di linea non venissero revisionati da parte dell’impresa affidataria dell’appalto che, invece, ne certificava falsamente la taratura. “Il sistema di frode - proseguono i finanzieri - era finalizzato a rendere remunerativo, per la ditta affidataria, l’appalto per l’installazione degli stessi cronotachigrafi a quest’ultima aggiudicato sulla base di un’offerta evidentemente anomala per l’esiguità dell’importo di aggiudicazione. Nei confronti di questa società, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria stanno ora procedendo al sequestro di disponibilità finanziarie per complessivi 91.000 euro ovvero l’importo che Cotral ha pagato per la taratura periodica dei cronotachigrafi digitali, attività – come detto - mai effettivamente svolta”. 

DIPENDENTI INFEDELI - La struttura criminale, spiegano ancora dalla Guardia di Finanza “si è consolidata nel tempo proprio grazie alla compiacenza di alcuni capi tecnici della Cotral, responsabili del controllo e del riscontro delle manutenzioni effettuate”. Le prestazioni manutentive, infatti, a volte riguardavano anche parti essenziali delle vetture, come il sistema frenante o le parti meccaniche principali di bus che in alcuni casi avevano già oltre 15 anni di vita e necessitavano di una corretta e reale manutenzione al fine di garantire i livelli di sicurezza essenziali. I dipendenti di Cotral attualmente indagati “invece di curare gli interessi dell’Azienda hanno favorito i proprietari delle officine di manutenzione omettendo volutamente di effettuare i prescritti riscontri e convalidando la regolarità delle lavorazioni effettuate a tutto vantaggio dei fornitori. Alcuni di loro, venuti a sapere delle indagini in corso poiché nominati ausiliari di PG per esaminare i veicoli oggetto di riparazione, si sono subito preoccupati di avvertire i dipendenti coinvolti nell’attività di controllo e pertanto sono stati denunciati per il reato di rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento personale”.

50 INDAGATI - Le lunghe e complesse indagini hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria complessivamente 50 persone per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso, ma soprattutto hanno permesso di porre fine “ad un sistema truffaldino che ha depauperato le casse dell’azienda regionale creando, oltre al danno economico, anche il cattivo funzionamento dei mezzi, notevoli disagi e disservizi per l’utenza e persino la messa in pericolo dei fruitori degli autobus”.

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LE INTERCETTAZIONI - In manette è finito un uomo di 55 anni romano, responsabile di una delle officine coinvolte nell’inchiesta che, durante le indagini, come palesato dalle intercettazioni, ha espresso il proposito di realizzare condotte ancor più raffinate per non farsi scoprire e per assicurarsi il profitto derivante dalle omesse o imperfette attività di manutenzione affermando: “noi dobbiamo ruba’ nei modi giusti! Noi dobbiamo ruba’ nei modi giusti!”. 

IL COMMENTO DELLA COTRAL

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