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Operazione “Scheggia”, Pagliaroli in silenzio davanti al giudice preannuncia una memoria difensiva

L’ex marito di Gina Cetrone si è avvalso della facoltà di non rispondere: la difesa chiede i domiciliari per motivi di salute

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Umberto Pagliaroli, l’ex marito di Gina Cetrone coinvolto nell’operazione “Scheggia” che ha portato in carcere, oltre a loro due, Armando Lallà Di Silvio e i figli Gianluca e Samuele per associazione a delinquere, estorsione, atti di llecita concorrenza e violenza provata, il tutto aggravato dall’uso del metodo mafioso.

"Gina Cetrone e il marito scaltri e pericolosi"

Ascoltato nel carcere di Latina su rogatoria dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese, l’imprenditore, assistito dall’avvocato Cesare Gallinelli, ha scelto di rimanere in silenzio ma si è riservato di produrre una memoria difensiva dettagliata che verrà  consegnata al gip Minunni alla quale chiedere di essere ascoltato. La difesa ha anche depositato la certificazione medica che attesta l’incompatibilità con il regime carcerario per gravi problemi di salute e sulla scorta di tale situazione ha chiesto la modifica del provvedimento di custodia cautelare in carcere e la concessione degli arresti domiciliari.

Interrogata Gina Cetrone: "E' stato Riccardo a contattarmi"

Il giudice si è riservato e dovrebbe decidere nelle prossime ore. Saranno interrogati invece oggi Armando Di Silvio e il figlio Gianluca.

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