Spaccio ed estorsioni, maxi operazione della polizia: arresti tra Latina e Terracina

Dieci misure cautelari eseguite da stamattina all'alba nell'ambito dell'operazione "Terminal". In manette anche Gennaro Marano, originario di Napoli, ma da tempo stabilitisi a Terracina, legato con esponenti del clan camorristico dei Licciardi

E’ scattata questa mattina all’alba l’operazione denominata “Terminal” della polizia che ha eseguito dieci ordinanze di misure cautelari personali. 

Operazione che ha visto in azione gli agenti della Squadra Mobile di Latina e del commissariato di Cisterna, supportati dalle Squadre mobili di Roma e Napoli, nonché dal Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo. 

Gli arrestati devono rispondere dei reati di spaccio di stupefacenti ed estorsione. I provvedimenti notificati hanno natura restrittiva per 6 soggetti, quattro in carcere e due agli arresti domiciliari, mentre altri quattro indagati sono destinatari di misure di natura coercitiva qual’ è l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del tribunale di Latina Pierpaolo Bertone su richiesta del sostituto procuratore Marco Giancristofaro. 

Tra gli arrestati - tra cui due giovani ragazze - figura Gennaro Marano, originario di Napoli, ma da tempo stabilitisi a Terracina, legato da vincoli di parentela con esponenti di uno dei più temuti clan camorristici campani, il clan Licciardi, per conto del quale operavano nel sud pontino.

OPERAZIONE TERMINAL - L’operazione è stata denominata “Terminal”, in ragione "del fatto - spiegano dalla Questura - che gli indagati, per non essere intercettati dalle forze di polizia ed eludere le investigazioni, utilizzavano svariati mezzi di trasporto pubblico che cambiavano frequentemente limitando al massimo l’eventualità di essere seguiti. Non a caso le indagini hanno impegnato gli agenti in lunghi pedinamenti tra le provincie di Roma e Napoli ove avvenivano gli approvvigionamenti di sostanze stupefacenti destinate al mercato di Latina e di Terracina”.

Nel corso delle indagini sono stati anche effettuati diversi arresti in flagranza di reato nei pressi di importanti “Terminal” dove venivano svolti mirati servizi antidroga, e sequestrati diversi quantitativi di stupefacente. “Gli investigatori - continua ancora la nota della Questura -, nonostante i colpi inferti all’organizzazione con gli arresti eseguiti nel corso delle indagini, constatavano che il sodalizio criminale ristabiliva il proprio organigramma celermente assoldando nuovi corrieri, prevalentemente incensurati, e stabilendo nuove rotte per il traffico delle sostanze stupefacenti”.

Dall’attività d’indagine è emerso anche il pieno coinvolgimento di due donne che “avevano il compito di ‘accompagnare' i corrieri di droga nel corso dei viaggi di ritorno in provincia di Latina. Infatti, per scongiurare eventuali controlli di polizia e non incorrere in arresti e sequestri, i predetti si dividevano in ‘coppiette’ che decidevano la stazione di destinazione solo su indicazione dei loro complici i quali, preventivamente, avevano il compito di verificare l’eventuale presenza di pattuglie della polizia”.

Non solo, ma durante le complesse indagini, è stato anche appurato che “alcuni tra gli indagati, impossibilitati a recarsi fuori dalla propria città in quanto colpiti dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, utilizzavano un minorenne al quale demandavano la raccolta degli ordinativi di droga”.

DROGA E VIOLENZA - Non mancavano poi, episodi di violenza e intimidazioni nei confronti di chi non pagava la droga. “I responsabili di tali illecite attività - proseguono dagli uffici di corso della Repubblica - si sono distinti altresì per l’efferatezza dimostrata più volte in occasione delle mancate riscossioni di crediti. Gli stessi infatti, non solo davano prova di essere in possesso di armi da sparo che esibivano per affermare la propria leadership criminale ma, come appurato dagli inquirenti, più volte le utilizzavano esplodendo colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. La ricostruzione di tali fatti, verificatisi anche in luoghi pubblici di Terracina e S. Felice Circeo, è stata difficoltosa per gli investigatori anche a causa delle poca collaborazione delle persone presenti ai fatti.

Emblematica - spiegano ancora dalla Questura - la vicenda che ha visto vittima un tossico dipendente colpevole di non aver onorato un piccolo debito contratto per l’acquisto di cocaina. Sebbene si trattasse di una esigua somma di denaro, lo stesso, più volte sollecitato, non aveva dato seguito alle richieste di pagamento. Così ‘l’organizzazione’, per non svilire la propria fama ma piuttosto per affermare con forza il proprio predominio, pestava a sangue il malcapitato malmenandolo davanti a numerosi testimoni. Le ulteriori minacce inducevano il giovane ad allontanarsi dalla città facendo perdere le proprie tracce. Di questo episodio di inaudita violenza, avvenuto in pieno giorno in una piazza centrale di Terracina, la Squadra Anticrimine del locale Commissariato veniva informalmente a conoscenza, dando inizio agli accertamenti che successivamente avrebbero costituito l’incipit dell’indagine. I primi riscontri all’ipotesi investigativa ipotizzata non tardavano a venire".

PESTAGGIO NELLA CAPITALE - Nel corso delle attività intercettive gli agenti hanno anche captato una brutale aggressione avvenuta in piena notte a Roma; vittima un giovane terracinese di 24 anni, che viveva nella capitale per motivi di lavoro, picchiato all’interno della propria abitazione dal coetaneo Bruno Menichini Santos detto “Il brasiliano”, tra i destinatari delle misure eseguite questa mattina all’alba.

IL SALTO DI QUALITA’ - Dall’indagine, infine, concludono dalla Questura, è emerso “chiaramente che il gruppo criminale era in procinto di fare il ‘salto di qualità’ cercando contatti con narcotrafficanti e programmando un viaggio che li avrebbe portati in Spagna alla ricerca di 'fornitori' di grossi quantitativi di sostanze stupefacenti.

GLI ARRESTATI - In carcere sono finiti Marano Gennaro (detto Genny) di anni 19, Menichini Santos Bruno (detto il brasiliano) di anni 26, Cascarini Alessandro (detto il Giaguaro) di anni 31; agli arresti domiciliari: Mauti Marco (detto Morfeo) di anni 20, Dal Re Giorgia (detta Ursula) di anni 24. Obblighi di firma per: Mattei Emilio di anni 25, Gallinaro Marco di anni 20, Di Mauro Vanessa di anni 23, Calandrini Christian (detto GAS) di anni 37.

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