Cronaca

Operazione Tiberio, al via il processo. Chiesti i domiciliari per Cusani

Prima udienza per l'inchiesta che a gennaio ha portato agli arresti 10 persone, tra cui il sindaco di Sperlonga, ancora detenuto in carcere. Ammesse come parti civili le amministrazioni di Sperlonga, Prossedi e Priverno

Prima udienza oggi per l’operazione Tiberio che a gennaio scorso aveva visto arrestati 10 indagati, a vario titolo accusati di corruzione e turbata libertà di incanti, tra cui l’ex presidente della Provincia e sindaco di Sperlonga Armando Cusani. Proprio Cusani, che è ancora detenuto in carcere da gennaio insieme ad altri indagati dell’inchiesta, non era presente questa mattina in aula nel giorno dell’apertura del processo. I giudici hanno ammesso la costituzione di parte civile dei Comuni di Sperlonga, Prossedi e Priverno, dell’associazione Antonino Caponnetto e di quattro consiglieri d’opposizione di Sperlonga per danno di immagine.

Il processo di oggi riguardava oltre ad Armando Cusani, Antonio Avellino, Andrea Fabrizio, Isidoro Masi, Massio Pacini e Nicola Volpe. Mentre sono state già stralciate le posizioni di Alessandra Bianchi e Mauro Ferrazzano, di Domenico D’Achille e Gianpietro De Biaggio, che hanno scelto di essere giudicati con riti alternativi.

Per tutti gli indagati del processo i legali della difesa, che hanno anche presentato una serie di eccezioni preliminari, hanno chiesto misure cautelari alternative o la libertà. E il pubblico ministero Valerio De Luca ha dato parere favorevole per tutti, accordando per Cusani gli arresti domiciliari. Saranno però i giudici a pronunciarsi sulle richieste entro il termine di cinque giorni.

L’udienza è stata invece aggiornata al prossimo 13 giugno.  

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