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Guerra tra avvocati, il Tar respinge la richiesta di annullare lo scioglimento dell’Ordine

La sentenza è arrivata questa mattina: ora il commissario Mignano può convocare le elezioni

Nessuna sospensione del decreto con il quale il Ministero di giustizia aveva sciolto il 27 novembre scorso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati e nominato come commissario straordinario dell’organismo Giacomo Mignano.

Con una decisione lampo il Tar di Latina questa mattina, a meno di 24 ore dalla discussione in udienza, ha emesso un’ordinanza con la quale respinge la richiesta presenta dagli avvocati Aurelio Cannatelli, Denise Degni e Umberto Giffeni che avevano impugnato il provvedimento in questione e ogni altro atto connesso e conseguente alle dimissioni presentate il 30 ottobre scorso da undici dei quindici componenti del Consiglio dell’ordine – compresi i cinque per i quali il Cnf ha dichiarato la ineleggibilità - , dimissioni che avevano portato al commissariamento dell’organismo forense.

Secondo  i giudici amministrativi lo scioglimento era legittimo ricorrendo la “circostanza oggettiva del venir meno della maggioranza dei componenti dell’organismo consiliare” e non “può trovare applicazione la possibilità di sostituire con scorrimento i componenti decaduti  subordinata alla permanenza del quorum sostitutivo”. Il Tar sottolinea i gravi effetti che deriverebbero dal rilascio di un provvedimento cautelare sull’operatività del Consiglio dell’Ordine che vedrebbe impossibilitato ad operare il commissario straordinario nominato dal Ministero il cui mandato consiste nell’indizione di nuove elezioni”.  

Richiesta respinta dunque e via libera  per Giacomo Mignano all’indizione delle elezioni in attesa che i tre ricorrenti decidano se ricorrere al Consiglio di Sato contro il pronunciamento del Tar.

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