L'orma di dinosauro trovata a Rio Martino sarà custodita al Procoio

E' arrivato il via libera della Soprintendenza Archeologica alla proposta progettuale presentata dal Comune di Latina. Il ritrovamento del reperto su un blocco calcareo era avvenuto nella zona di Rio Martino

Arriva il via libera della Soprintendenza Archeologica sull’orma di dinosauro ritrovata a Rio Martino, che ora trova la sua collocazione all’Antiquarioum Civico Procoio di Borgo Sabotino. Accolta quindi la proposta progettuale del Comune di Latina, che aveva individuato la struttura museale del borgo come luogo idoneo a depositare e custodire il reperto.

Dopo la scoperta, fatta dal fotografo Bruno Tamiozzo, il masso con l'impronta di dinosauro era stata contesa tra i comuni di Latina e di Terracina e il Parco Nazionale del Circeo. Poi, lo scorso novembre, aveva richiesto agli enti di presentare proposte e progetti per la custodia del reperto e per la sua fruizione. Ma solo l’amministrazione di Latina ha formalmente risposto e così oggi è arrivata la comunicazione ufficiale, con una lettera a firma di Saverio Urcioli, direttore dell’organo periferico del Mibact, indirizzata al Comune di Latina e alla Provincia. La proposta era stata elaborata dal geologo Giovanni Luca Cardello dell'associazione Sempre Verde, che ha collaborato da subito con Stefano Panigutti e i paleontologi Romano, Citton e Nicosia dell’università La Sapienza di Roma insieme al geologo Giancarlo Bovina di Italia Nostra. Il ritrovamento dell’orma nel blocco calcareo era stato inoltre menzionato, lo scorso ottobre, in un’intervista a Marco Romano del Museo delle Scienze naturali di Berlino pubblicata sul National Geographic.

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“Come amministrazione – dichiara il presidente della commissione Cultura Fabio D’Achille - abbiamo voluto riconoscere il lavoro e il valore delle associazioni ambientaliste del territorio che hanno supportato anche scientificamente la fase della progettazione e il cui obiettivo era la salvaguardia e la valorizzazione del bene paleontologico. La conferma della Soprintendenza è una vittoria a fronte di una segnalazione venuta dal basso che, nonostante l’attenzione dei media locali ed internazionali, non aveva trovato finora una risposta istituzionale adeguata”.

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