Partite pregresse, la Corte d’Appello ribalta tutto: ragione ad Acqualatina

Parzialmente accolto parzialmente il reclamo proposto. Il comitato che ha promosso la class action: “La nostra battaglia continuerà in ogni sede”

La Seconda Sezione della Corte d’Appello di Roma dà ragione ad Acqualatina sulle partite pregresse. Il reclamo proposto dalla società è stato infatti parzialmente accolto e l’ordinanza è stata notificata al comitato di avvocati che nel giugno scorso si è costituito per promuovere la class action

“La Corte - spiegano in una nota - ha deciso la questione ‘partite pregresse’ in senso totalmente opposto a quanto statuito dalla Decima Sezione del Tribunale di Roma. Ritiene, infatti, la legittimità delle voci apposte in fattura e ritiene non sussistere né violazione del principio di irretroattività né del principio di corrispettività”.

“La Corte d’Appello -prosegue il comitato di avvocati - sussume in maniera, a nostro avviso, errata la legittimità delle partite pregresse recependo in toto le tesi del gestore. Ovviamente rispettiamo la sentenza ma rimaniamo convinti delle argomentazioni da noi dedotte e che hanno trovato accoglimento innanzi al Tribunale di Roma e a molteplici altri Tribunali e Corti d’Appello d’Italia. L’Ordinanza giunge solo oggi, a quasi quattro mesi dal deposito del reclamo, ben oltre il termine di 40 giorni previsto dalla legge e ciò, attesa la non sospensione degli effetti dell’ordinanza di primo grado, ha indotto la prosecuzione della raccolta delle adesioni finora. Da oggi, quindi, non sarà più possibile aderire alla Class Action contro Acqualatina per il recupero delle componenti per partite pregresse”.  

“La nostra battaglia contro Acqualatina per una gestione trasparente ed efficace del servizio idrico nell’ATO4 e, più in generale, per la ripubblicizzazione dell’acqua continuerà in ogni sede, più forte di prima, essendo già in corso di valutazione azioni giudiziarie alternative per tutelare tutti coloro che hanno creduto in questa battaglia di giustizia” concludono dal comitato.   

Acqualatina: "Decisione storica"

"Dopo il rigetto iniziale di 5 dei 6 punti della class action, ora anche l’ultimo punto residuo, quello relativo al rimborso delle partite pregresse, è stato ritenuto inammissibile" ha dichiarato Acqualatina. "Siamo pienamente soddisfatti di questa decisione della Corte d’Appello di Roma. Una decisione storica che fa giurisprudenza, nella gestione dei servizi pubblici italiani - dichiara l’amministratore delegato Raimondo Luigi Besson - Siamo sempre stati certi di aver agito nel pieno rispetto delle normative e abbiamo atteso serenamente che la giustizia facesse il proprio corso. Ringrazio gli avvocati Fabio Elefante, Antonio Auricchio, Daniele Vecchi e Tiziana Ferrantini, che ci hanno supportato in questa vicenda, e ringrazio tutti quei Sindaci e quelle Amministrazioni Comunali che hanno sempre manifestato solidarietà nei nostri confronti, certi della legittimità del nostro operato, senza il timore di fronteggiare una parte dell’opinione pubblica"

"La Corte - prosegue la società - ha dichiarato del tutto legittima la voce delle partite pregresse, inserita in bolletta a partire dal 2016, sia per gli utenti già attivi nel periodo a cui le partite fanno riferimento, sia per coloro che non erano ancora utenti in quel periodo, poiché 'il servizio loro offerto dall’anno 2016 in poi è tale grazie ai costi sopportati dal gestore negli anni pregressi per l’esercizio, la manutenzione, i miglioramenti e gli investimenti eseguiti per il servizio di cui tutti gli utenti indistintamente, siano o meno nuovi, usufruiscono”, si legge nell’ordinanza. Dunque, come afferma la Corte stessa, 'deve ritenersi doveroso il suddetto recupero, secondo le indicate modalità, delle partite pregresse'.

Peraltro - conclude Acqualatina -, l’inserimento in tariffa delle partite pregresse è stato deliberato dall’Autorità nazionale ARERA, in tutta Italia, sulla base di criteri ben precisi, volti alla copertura di spese impreviste che non potevano essere preventivate, garantendo, così, l’equilibrio economico- finanziario delle gestioni e, quindi, il mantenimento di un servizio efficiente. Per tale motivo, non c’è mai stato alcun presupposto per poter intentare una class action di questo tipo, come sempre sostenuto pubblicamente da Acqualatina".

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