Danilo Calvani risponde: "Noi non ci fermiamo. In Parlamento sono tutti abusivi"

Il leader dei Forconi chiama la stampa e spiega le ragioni del Movimento e quelle dell'ordine di cattura popolare per politici e rappresentanti del Governo

Non ci fermeremo. Vogliamo risposte e metteremo in atto altre azioni dimostrative e di provocazioni”. Danilo Calvani, leader del Movimento 9 dicembre Forconi di Latina, è un fiume in piena dopo le perquisizioni della Digos nell’ambito dell’indagine che lo vede coinvolto insieme ad altri 5 pontini per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’istagazione a delinquere e usurpazione di pubbliche funzioni.

In una conferenza stampa convocata questo pomeriggio, alla presenza di altri aderenti al movimento anche loro oggetto di indagine, Giovanni Delle Cave, Giancarlo Carapellotti e l’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo.

In merito all’ordine di cattura popolare, in base al quale intendevano simbolicamente arrestare parlamentari, rappresentanti del Governo e anche il Presidente della Repubblica, Calvani spiega che gli “ordini di arresto” sono stati depositati in moltissime Questure di tutta Italia, da appartenenti al Movimento e simpatizzanti, ma anche semplici cittadini che hanno aderito ai proclami del Movimento. “Molti dei 18 indagati in Italia – dice  - non sono organici al nostro Movimento ma cittadini che neanche conosciamo”. Il motivo dell’arresto popolare è la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge elettorale:

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Sono tutti abusivi in Parlamento ed è abusivo il Governo. Vogliamo – dice ancora Calvani – che qualcuno ci spieghi perché non sono stati ancora arrestati”. Intanto, il Movimento ufficiale prende la distanza da tre soggetti espulsi dai Forconi, di cui non fannoi nomi, che sarebbero oggetto “di un’altra indagine molto grossa che riguarda tutta Italia”. 

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