Pestaggio in zona pub, arrestati tre ragazzi del clan Ciarelli-Di Silvio

I tre ragazzi sono i responsabili di una vera e propria spedizione punitiva nei confronti di una giovane picchiato in via Neghelli, nella zona dei pub, per una "mancanza di rispetto"

Prepotenti e convinti di poter recuperare il controllo del territorio, di poter prendere il posto dei loro familiari finiti in carcere. Così gli inquirenti descrivono la personalità dei soggetti coinvolti nell'indagine sul pestaggio di un ventenne di Latina avvenuto un mese fa in via Neghelli. Un ragazzo come tanti che nulla aveva fatto, tranne che scendere dalla sua auto per raggiungere un locale nella zona più frequentata dai giovani. 

Non li conosceva, non c'erano stati precedenti tra loro, sarebbe stato solo un soggetto tra tanti da prendere di mira, per affermare la loro superiorità, per far capire che a loro bisogna “portare rispetto”. Con le accuse di tentata rapina, lesioni e porto di oggetti atti ad offendere, a vario titolo, sono finiti in carcere Samuele Di Silvio, 24 anni e Salvatore Sparta Leonardi, 33 anni, originario di Firenze, da qualche tempo stabile nel capoluogo pontino, figlio di un ex collaboratore di giustizia . Soggetto agli obblighi di firma, Gianluca Di Silvio, fratello di Samuele, da poco 18enne. Indagati per gli stessi fatti anche due minori, Di Silvio e Ciarelli

Tutto ha inizio la sera del 9 settembre: la vittima scende dall'auto in via Neghelli, uno del gruppo gli punta negli occhi una torcia laser, solo per infastidirlo, poi qualche frase e il 20enne si allontana. Il giorno successivo incontra uno di loro, gli chiede spiegazioni, senza ottenerle. La sera dopo lo attende la reazione del branco. Sempre nella stessa zona si avvicinano a lui, lo colpiscono con una mazza da baseball alle spalle, un colpo in testa gli provoca un trauma cranico e una ferita lacero contusa che gli costa sette punti di sutura, poi calci e pugni e una frase: "Tu non sai chi siamo noi, devi portà rispetto". Prontamente l'amico del 20enne chiama il 113, nel frattempo provano anche a sfilare alla vittima una catenina d'oro, ma il tempestivo intervento della polizia li mette in fuga.

Grazie alla collaborazione dei due ragazzi e ad importanti elementi che la squadra mobile, diretta dal vicequestore Tommaso Niglio,  è riuscita a raccogliere nell'immediato, sono stati individuati i cinque. Poi ulteriori accertamenti raccolti nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Valerio De Luca che ha richiesto le misure, firmate dal giudice per le indagini preliminari Guido Marcelli. I tre saranno ascoltati domani mattina. 

"La vittima ha avuto il coraggio di denunciare - ha spiegato Niglio - permettendo di intervenire subito e chiudere il cerchio attorno a questa brutale aggressione".

Un lavoro, quello degli uomini della Mobile che si aggiunge a quello che recentemente viene portato avanti  tutti i fine settimana in zona pub da squadra volante, stradale e municipale, come spiegato dal capo di gabinetto Manuela Iaione che ha sottolineato l’importanza delle costanti verifiche, che rappresentano soprattutto un’importante attività preventiva. 

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