Cronaca

Piano del commercio (quasi) fermo, De Amicis: “Discutiamolo”

L'esponente dell'opposizione invita la giunta a fare una proposta: "Occorre operare subito scelte politiche per lo sviluppo"

Enzo De Amicis chiede all’amministrazione di sbloccare l’impasse in cui versa la redazione del nuovo piano del commercio, un tema che è tornato a comparire all’ordine del giorno della commissione urbanistica. “Ma manca una proposta” lamenta l’esponente dell’opposizione.

“In Comune esiste solo una bozza - sottolinea De Amicis - ritagli di un vecchio piano del commercio affidato come studio da realizzare a professionisti locali e appunti di normative regionali e nazionali che si sono succedute nel tempo. Chissà quanto tempo dovremo aspettare ancora prima di confrontarci su uno strumento urbanistico importante che andrà a regolare lo sviluppo di un moderno sistema distributivo, idoneo ad equilibrare le esigenze del commercio organizzato e del commercio spontaneo o tradizionale, attuandolo nella logica dei modelli di sviluppo sostenibile”.

De Amicis sottolinea come Latina appia già affollata di strutture per la grande distribuzione. “Il problema che si deve porre - rimarca il consigliere comunale del Pd - è quello di operare da subito delle scelte politiche che accompagnino lo sviluppo del commercio organizzato controllandone gli effetti indesiderabili, quali il decadimento del centro urbano, la congestione degli assi di comunicazione extra-urbani. In altre parole lo sviluppo possibile deve tenere conto degli interessi di tutti gli attori coinvolti nelle attività commerciali”.

“Il ruolo pubblico in questa fase storica assume - conclude De Amicis - una valenza ancor maggiore che va al di là dell'utilizzo dello strumento pianificatorio e normativo. Cominciamo subito negli organismi competenti un confronto sul tessuto commerciale della città e dell'hinterland, sulle viabilità di accesso e sulla razionalizzazione della grande distribuzione, su un progetto di città responsabile con un Piano del Commercio calibrato sullo sviluppo delle peculiarità della Città. Così da ridurre gli impatti negativi sull'intero sistema economico cittadino”.

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