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Cronaca Sabaudia

Daini al Circeo, esposto di Codacons sul piano: “Si indaghi su operato e spese dell’Ente Parco”

L’associazione si è rivolta a Procura, Corte dei Conti e Anac; l’esposto volto a fare luce sulla correttezza del piano e sui costi erariali legati alla gestione degli animali selvatici

Il piano gestionale di contenimento dei daini presenti presso il Parco Nazionale del Circeo finisce finisce sul tavolo della Procura di Latina, della Corte dei Conti e dell’Autorità Anticorruzione dopo che il Codacons ha presentato un esposto volto a fare luce sulla correttezza dello stesso piano e sui costi erariali legati alla gestione degli animali selvatici.

“Gli organi di gestione del Parco, pur a conoscenza del fenomeno dell’aumento esponenziale della presenza dei daini, nel corso degli anni non sembrerebbero aver preso alcun provvedimento, sino ad arrivare all’adozione del Piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale solo nel 2017 – scrive il Codacons nell’esposto - Interventi tempestivi, quali la sterilizzazione degli animali presenti o la ricollocazione, effettuati nel corso del tempo, a scopo ornamentale, avrebbero consentito di arginare il fenomeno della riproduzione incontrollata della specie, evitando gli ingenti impegni di spesa che poi si sono invece resi necessari. L’errata gestione dei daini all’interno del Parco potrebbe aver condotto, nel corso degli anni, alla necessità di dover procedere con un piano di contenimento della presenza degli stessi daini caratterizzato non solo da metodi cruenti nei confronti degli animali, ma anche da un impegno economico ingente (195.000 euro così come previsto con la Determinazione del Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo n. 226/2019) e, sino ad ora, forse ingiustificato, vista la mancata realizzazione di un’efficace opera di riequilibrio della fauna del Parco”.

“Sembrerebbe inoltre che la modalità prescelta con cui, a breve, verrà attuato il Piano, sia quella della cattura tramite corral e dell’abbattimento tramite sparo. Scelta, quest’ultima, che potrebbe presentare diversi profili di illegittimità – scrive ancora l’associazione – potendo integrare gli estremi del reato di maltrattamento di animali di cui all’art. 544 ter del Codice Penale. La giurisprudenza, sul punto, ha affermato che “in materia di delitti contro il sentimento per gli animali, la fattispecie di maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) configura un reato a dolo specifico nel caso in cui la condotta lesiva dell'integrità e della vita dell'animale è tenuta ‘per crudeltà’ mentre configura un reato a dolo generico quando la condotta è tenuta ‘senza necessità’ (Cass. pen. n. 44822/2007)”.

Alla luce di queste considerazioni, il Codacons ha quindi chiesto a Procura, Corte dei Conti e Anac di aprire una indagine sul piano, volto ad accertare possibili fattispecie penalmente rilevanti ed eventuali danni sul fronte erariale.

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