Cronaca

Rifiuti, approvato dal consiglio regionale il nuovo piano

Con 40 voti favorevoli e 23 contrari la seduta ha detto sì al nuovo piano. Tante le novità sulla differenziata, le discariche, la riduzione dei rifiuti e i confini degli Ato

Approvato ieri dalla giunta Polverini il nuovo Piano Rifiuti valevole fino al 2017. Il piano, presentato nel consiglio regionale presieduto da Mario Abruzzese, ha ottenuto 40 voti favorevoli e 23 contrari.

Tre gli obiettivi che verranno perseguiti in questi 5 anni: riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 65% dal 2012 e realizzazione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento.

Gli elementi d’innovazione principali contenuti nel Piano riguardano la raccolta differenziata, la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’utilizzo residuale delle discariche e la definizione dei confini amministrativi di gestione dei rifiuti (Ambiti territoriali ottimali, Ato).

Il Piano mira all’incremento quantitativo, ma soprattutto qualitativo, della raccolta differenziata, elementi entrambi imprescindibili per garantire una gestione ottimale della filiera del riciclo. La soglia minima per la raccolta differenziata è stata fissata al 65%; ma il piano prevede anche la possibilità di derogare agli obiettivi di raccolta differenziata, con un accordo di programma tra ministero dell'Ambiente, Regione ed enti locali.

Per quanto riguarda la definizione dei confini amministrativi per la gestione dei rifiuti, il Piano individua cinque Ambiti territoriali ottimali (Ato), orientativamente corrispondenti alle cinque province, entro i quali organizzare i servizi di raccolta e smaltimento e garantire l’autosufficienza degli impianti di Trattamento meccanico-biologico (Tmb) dei rifiuti urbani indifferenziati.

Il piano non indica direttamente le aree idonee (e quelle non idonee) ad ospitare gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, ma fissa i criteri per la localizzazione da parte delle Province nei loro strumenti di pianificazione territoriale. Termovalorizzatori e gassificatori dovranno invece essere autosufficienti su base regionale. I tempi per la realizzazione degli impianti necessari a completare la dotazione a livello regionale sono stati stimati in 3 anni per quelli di TMB, 5 per quelli di trattamento termico e 3 per quelli di compostaggio.

“Per la prima volta dopo troppi anni - ha affermato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini - questa Giunta e il Consiglio regionale consegnano al Lazio una gestione più moderna dei rifiuti. Un piano che entra nel merito delle questioni, parte dalla raccolta differenziata ed arriva alla chiusura integrata del ciclo dei rifiuti, e ci porterà in Europa – ha concluso - con uno strumento che ci consente di evitare la procedura d'infrazione”.

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