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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Occhi puntati sul 2012, fatti e misfatti di un anno che finisce

È stato l'anno drammatico degli incidenti stradali, ma anche quello degli omicidi, delle lotte studentesche e dei successi sportivi. Ripercorriamo il 2012 attraverso i suoi eventi più importanti

Tra qualche ora saremo tutti pronti a brindare all’arrivo del nuovo anno. Ma prima di gettarci a capofitto in un 2013 che ci auguriamo sia in grado di regalarci tante sorprese, fermiamoci un secondo a riflettere su quanto invece vissuto in questo 2012. Un anno intenso, ricco di avvenimenti, troppo spesso negativi, eventi di cronaca, politica, sport o economia che ci hanno lasciato a bocca aperta, sbalorditi e sconcertati, che ci hanno fatto piangere o sorridere; un anno di personaggi che nel bene e nel male hanno scritto ancora una volta le pagine della storia della provincia pontina. Incidenti, omicidi, lotte, proteste e occupazioni hanno tenuto banco nei 12 mesi appena trascorsi, ma anche gli 80 anni di Latina, le grandi soddisfazioni dello sport e le immancabili polemiche politiche.

DOPPIO INCARICO DI DI GIORGI, SINDACO DI LATINA E CONSIGLIERE REGIONALE

L’inizio del 2012 è stato dominato dalla querelle intorno al doppio incarico di Giovanni Di Giorgi, sindaco di Latina e consigliere regionale. Una polemica che ha tenuto banco per mesi fatta di scontri politici, ma soprattutto che si è sviluppata a suon di ricorsi con il Pd che è andato avanti a testa bassa  - ha presentato un’azione popolare presso ilo tribunale civile invocando l’articolo 70 del Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali e poi ritirato il giorno della sentenza, il 19 marzo - fino alla decisione dell’attuale primo cittadino del capoluogo di rinunciare alla carica di consigliere regionale avvenuta proprio il 19 marzo scorso, mettendo di fatto tutti d’accordo.

IL TERREMOTO

Dopo la prima scossa del luglio del 2011, il 15 febbraio di quest’anno torna a tremare la terra nella provincia pontina. Ma questa volta la scossa raggiunge i 3,8 gradi della scala Richter, la più forte mai sentita a Latina. Da quel giorno tante altre ne sono seguite nel corso dei mesi – a marzo ne sono state registrate 3 in un solo giorno -. La preoccupazione dilagante tra la popolazione ha spinto l’amministrazione a scendere in campo e farsi parte attiva in un progetto di monitoraggio della provincia: ai primi di dicembre è stata così attivata la stazione di monitoraggio in località Pantano D’Inferno che rientra in una delle quattro del genere presente in tutta Italia.

LE EMOZIONI E I SUCCESSI DELLO SPORT

Grande protagonista del 2012 pontino è stato anche lo sport. Come non ricordare l’impresa storica dell’Andreoli che dopo l’accesso ai play off riesce a vincere il suo girone e ad entrare nell’olimpo della pallavolo che conta accedendo alle semifinali. Il sogno finisce contro Trento ma il Latina conquista, per la prima volta nella sua storia, la partecipazione alla Coppa Cev. Alla fine dell'anno conquisterà anche l'accesso ai quarti di finale. Anche il calcio fa la sua parte, raggiungendo sul fil di lana la permanenza in C1 ( vittoria in casa nell’andata dei play off contro la Triestina e pareggio in trasferta ottenuto con tanto cuore e tanta grinta). Meritano una menzione doverosa anche le medaglie olimpiche conquistate dagli atleti pontini ai giochi di Londra 2012 e le meravigliose vittorie di Alessio Sartori e Romano Battisti, argento nel canottaggio, e Fabrizio Donato, bronzo nel salto triplo.

Calcio, play out: Latina-Triestina 2-0 (foto Gianluca Biniero)

LA TRAGEDIA DI PADOVA – INCIDENTE PULLMAN CARABINIERI SULLA A13

Era il 5 maggio quando Aprilia, e tutta la comunità pontina, piange le vittime della tragedia di Padova. Su un pullman turistico partito nella notte da Aprilia viaggiavano 22 persone più l’autista, per lo più carabinieri in pensione, diretti verso Jesolo per il XXII raduno nazionale dell'Arma. Intorno alle 7.50 del mattino il mezzo finisce fuori strada al km 109 dell'autostrada A13 Bologna-Padova. Il bilancio è tragico, 5 morti – 4 sono di Aprilia – e 18 feriti. Qualche giorno dopo, tutta la comunità di Aprilia, ancora incredula e stordita per quanto accaduto, si stringe intorno alle vittime per l’ultimo saluto durante i funerali che si tengono in un affollatissimo sagrato della Chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti.

Incidente Padova, Aprilia: i funerali delle 5 vittime


ISOLA PEDONALE SI, ISOLA PEDONALE NO

I mesi estivi nel capoluogo pontino, invece, sono stati caratterizzati dal “caso” dell’isola pedonale, entrata nella sua fase di sperimentazione che alla lunga si è dimostrata un vero e proprio flop. Il primo tentativo c’è stato domenica 20 maggio a cui hanno fatto seguito anche altri test nei mesi di giugno e luglio che secondo l’opposizione, e in particolare il Pd, non hanno fatto altro che mettere in luce le criticità e le lacune del piano comunale. Da allora non se ne è saputo più niente per un progetto che a detta dell’amministrazione rimane un obiettivo prioritario ma che di fatto ancora non è decollato.

DRAMMA A LATINA SCALO – MUORE ALESSIA CALVANI

Aveva solo 15 anni e stava tornando a casa con una sua amica quando invece è andata incontro ad un destino infame. Era la sera del 2 settembre, su via della Stazione a Latina Scalo un’auto pirata travolge Alessia Calvani lasciandola in fin di vita a terra e fuggendo via. Alessia viene trasportata all’ospedale Goretti dove smetterà di respirare qualche ora dopo, tra il dolore di amici e parenti. I giorni passano, quanti le volevano bene la salutano per l’ultima volta mentre i genitori disperati si aggrappano a qualsiasi speranza pur di trovare chi ha ucciso la loro bambina. Chiedono giustizia – viene organizzata anche una fiaccolata a cui ha preso parte tutta la comunità di Latina Scalo -, più volte rivolgono appelli a chi potrebbe aver visto qualcosa quella sera mentre le indagini della polizia stradale vanno avanti senza sosta ma per ora, a distanza di mesi, l’assassino di Alessia ancora non ha né un volto né un nome.  

Fiaccolata per Alessia Calvani

GLI STUDENTI OCCUPANO GLI ISTITUTI

Hanno lottato per oltre una settimana, sono scesi in piazza, hanno occupato i loro istituti, hanno scelto strade alternative di protesta per rivendicare i loro diritti. Sono gli studenti di Latina che nei primi giorni di novembre si sono resi protagonisti di una “piccola rivoluzione studentesca”. Hanno protestato contro il ddl Aprea e la privatizzazione della scuola, contro i tagli e la legge di stabilità. Ma lo hanno fatto con responsabilità e serietà smentendo l’idea troppo semplicistica di chi li vuole in piazza solo per perdere un giorno di scuola. La strada dell’occupazione è stata aperta dai ragazzi del Grassi, seguiti poi a ruota dai colleghi del Majorana e Classico, e poi dagli studenti degli altri istituti. Insieme al grido di “Uniti si vince” in migliaia il 17 novembre sono scesi in piazza per poi dare libero sfogo alla fantasia e ricoprire piazza del Popolo di post it con scritto “No Aprea”.

Occupazione del liceo Grassi di Latina

Occupazione degli istituti a Latina (1)

Occupazione degli istituti a Latina (2)

17 novembre - manifestazione di Blocco Studentesco

17 novembre - corteo degli studenti

Protesta studenti, "No Aprea": post it in piazza del Popolo


GLI 80 ANNI DI LATINA

Ma il 2012 verrà ricordato anche per l’80esimo anniversario della fondazione di Latina. Una serie di eventi importanti organizzati dall’amministrazione comunale hanno accompagnato la città fino al fatidico giorno del 18 novembre scandito a sua volta da un fitto calendario di appuntamenti fatto di inaugurazioni, mostre e cerimonie. Uno fra tutti è stato il regalo più gradito dall’amministrazione ma anche dalla comunità latinense – nonostante lo scetticismo e le perplessità iniziali -: il gigante albero di Natale in piazza del Popolo che, dopo aver sorpreso tutti con la sua imponente presenza nel cuore della città – ma anche la sua installazione decisamente in anticipo rispetto alla tradizione – dal 4 dicembre scorso colora e riscalda il centro di Latina.

Albero di Natale in piazza del Popolo illuminato


IL FUORISTRADA SULLA NASCOSA

Il 2012 termine con una notizia drammatica – che chiude un anno dal bilancio sconcertante per quanto riguarda il numero delle vittime della strada: ricordiamo solo l’incidente di Borgo Hermada di febbraio in cui è morto Raffaele Vertolome e la moglie ha perso la bambina che aveva in grembo -. Lo scorso 21 dicembre in un incidente stradale su via Nascosa perde la vita un bambino di soli tre anni. Il piccolo era in auto con il quadre quando questi ha perso il controllo della vettura finendo fuori strada. L’uomo è riuscito miracolosamente a salvarsi dal violento impatto che invece è costato la vita a Filippo Corbi. La notizia ha gettato nello sconcerto tutta la comunità pontina che incredula per quanto accaduto si è stretta intorno alla famiglia del bambino.

Incidente sulla Nascosa, muore bimbo di 3 anni


OMICIDIO CANÒ- TRAGEDIA IN FAMIGLIA

Passano poche ore dalla notizia della morte del piccolo Filippo Corbi e Latina viene sconvolta da un’altra allucinante notizia: sulla spiaggia viene trovato il corpo in fin di vita di un uomo, Gennaro Canò, colpito selvaggiamente con un bastone. Canò poco dopo smetterà di respirare presso l’ospedale Goretti. Per quell’omicidio viene arrestato proprio il figlio Cristian, di soli 18 anni, che in lacrime racconterà alla polizia prima e al giudice poi, la sua tragedia familiare, di aver agito per difendersi dal padre che già in passato aveva più volte picchiato la madre. Ma sono anche altri gli omicidi che hanno riempito le pagine della cronaca in questo anno: dall’assassinio del giovane Fiore Pandolfo a Santi Cosma e Damiano, a quello del boss Gaetano Marino avvenuto in pieno giorno sul lungomare di Terracina fino all’agguato alla stazione di Servizio di Sezze Scalo in cui hanno perso la vita Alessandro Radicioli e Tommaso Marchionne.

Omicidio Gaetano Marino: il luogo dell'agguato

Duplice omicidio a Sezze Scalo

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