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Isola di Zannone, il Comune di Ponza riapre il caso: nuovo attacco al Parco del Circeo

L'amministrazione dà mandato ai legali di chiedere un risarcimento danni al Parco. Il tentativo di estromettere l'isola dal Parco. La denuncia di Legambiente

Si riaccende la polemica relativa all'isola di Zannone, che il Comune di Ponza vorrebbe estromettere dai confini del Parco Nazionale del Circeo. L’ultima proposta arriva dalla Giunta Ferraiuolo che, riesumando una vecchia delibera del consiglio comunale della precedente amministrazione, vorrebbe tentare di revocare la concessione di Zannone al Parco, arrivando a chiedere un risarcimento danni all’Ente di gestione. Una battaglia legale avviata dall'amministrazione di Ponza per il recupero delle indennità mai versate dal Parco al Comune. La delibera risale alle scorse settimane.  

Il caso viene sollevato dal circolo di Legambiente di Sabaudia. Secondo il direttivo del Circolo Larus "non solo la delibera appare al di fuori di ogni logica, ma al contrario occorre - si legge in una nota - andare in una direzione diemetralmente opposta, che è quella di chiedere invece un aumento degli strumenti di tutela e di valorizzazione delle emergenze naturalistiche ed ambientali custodite in questa importante area protetta che non deve nella maniera più assoluta privarsi di questa importantissima isola".

Legambiente propone quindi di rilanciare l’idea di ampliare il territorio del Parco Nazionale del Circeo ad un’altra perla fra le isole del Tirreno, Palmarola, con la possibilità di creare anche una vera e propria Area Marina Protetta in grado di giungere a tutelare anche gli importanti posidonieti che si estendono lungo i fondali della parte costiera dell’attuale Parco. "C’è poi la possibilità aggiuntiva - spiega ancora Legambiente - di ulteriori allargamenti ad altri territori, quali ad esempio l’area litorale di Torre Astura e del Bosco di Foglino, un lembo di foresta planiziaria altamente assimilabile alla foresta demaniale del Circeo”. Infine, secondo Stefano Raimondi, presidente di Circolo Larus di Sabaudia, “amministratori e rappresentanti delle istituzioni, che hanno ben precise responsabilità, dovrebbero per primi esprimere orgoglio per il fatto di rappresentare territori che hanno il privilegio di essere inclusi in aree protette di tale pregio e, contemporaneamente, mettendo da parte polemiche e attacchi pretestuosi, lavorare invece in sinergia per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo di un territorio che merita sicuramente molta più attenzione e accortezza nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro e quello delle comunità locali che lo abitano”. 

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