rotate-mobile
Domenica, 26 Giugno 2022
I risvolti dell'inchiesta / Ponza

Il giro di droga a Ponza: il gruppo non si era fermato neanche dopo la morte di Gianmarco Pozzi

Nel corso dell'operazione antidroga dei carabinieri sono stati arrestati anche Alessio Lauteri, coinquilino e amico del 28enne romano morto il 9 agosto 2020, e il gestore del Blue Moon Vincenzo Pesce

Un fitto giro di droga tra la Capitale e Ponza per rifornire l’isola di stupefacente, in particolare hashish e cocaina, nei mesi estivi. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Norm della compagnia di Formia in una lunga attività investigativa avviata dai militari proprio in seguito alla misteriosa morte di Gianmarco Pozzi, 28enne romano morto il 9 agosto sull’isola in circostanze che sono ancora oggetto di indagine. Proprio quel decesso ha fatto emergere l’ombra di fruttuosi affari legati a un giro di spaccio in cui era inserito anche lo stesso Pozzi, “Gimmy” per gli amici, che a Ponza si era trasferito nel periodo estivo per lavorare come buttafuori nel noto locale Blue Moon.

Grazie alle attività tecniche e di intercettazione avviate dai militari che indagavano sul decesso si è arrivati a un’ordinanza cautelare emessa a carico di otto persone, cinque delle quali finite ai domiciliari (Alessio Lauteri, Antonino Iaria, Ciro Monetti, Angelo Monetti e Vincenzo Pesce) e altre tre destinatarie dell’obbligo di presentazione alla pg (Manuel Morgia, Marco Brinchi e Antonio Piscopo).

Fiumi di droga da Roma a Ponza: l'indagine partita dopo la morte di Gianmarco Pozzi

I primi sospetti degli investigatori nascono quando nell’abitazione occupata da Gianmarco Pozzi e dal suo coinquilino Alessio Lauteri, vengono rinvenute alcune bustine di cellophane contenenti residui di polvere bianca, molto probabilmente cocaina, mentre addosso al ragazzo vengono trovati frammenti di carta e cellophane e uno scontrino per l’acquisto di mannite. Ciò che emerge in seguito è la presenza di un gruppo che si occupava di rifornire l’isola di quantità di droga, di cui i carabinieri documentano decine di cessioni che coinvolgono Lauteri, Morgia, Brinchi, Piscopo, Monetti e anche Vincenzo Pesce, uno dei gestori del Blue Moon. Tutti gli indagati “risultano stabilmente inseriti nel mercato delle sostanze stupefacenti – si legge nell’ordinanza del giudice – In un arco di tempo di poco più di due mesi Lauteri veniva colpo a smerciare cocaina quasi quotidianamente prima a Ponza e poi, una volta terminata la stagione estiva, a Roma, sua città di origine”.  Lo smercio aveva coinvolto anche Gianmarco Pozzi, in particolare nella cessione a Pesce di 70 grammi di cocaina acquistati del 28enne e dall’amico Alessio Lauteri nella Capitale tre giorni prima della morte di Gimmi, il 6 agosto del 2020. Una circostanza questa confermata agli investigatori anche dal padre del ragazzo, Paolo Pozzi: "Vincenzo Pesce gli aveva dato 4.500 euro per prendere la cocaina a Roma, promettendogli un compenso di 800/400 euro".

Il gruppo inoltre non si ferma neppure dopo la morte di Gimmy. “Desta inoltre particolare allarme con riferimento alle posizioni del Pesce e del Lauteri – scrive ancora il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – che i medesimi abbiano proseguito lo smercio di droga a distanza di pochi giorni dal decesso di Pozzi e nella consapevolezza di essere inevitabilmente sottoposti all’attenzione delle forze dell’ordine”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il giro di droga a Ponza: il gruppo non si era fermato neanche dopo la morte di Gianmarco Pozzi

LatinaToday è in caricamento