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Scoppia il caso precari Asl, Ordine dei Medici pronto ad andare in Procura

La situazione riguarda il personale che rientra nel lotto della legge 208/2015, rimasto escluso dalle ultime stabilizzazioni. Alla base, si ipotizzano assunzioni anomale. Interviene il presidente Giovanni Maria Righetti. L'Usb ipotizza una mobilitazione generale

Anomale procedure di assunzione del personale da parte della Asl. E’ scoppiato il caso dei precari dell’Azienda sanitaria di Latina, che ora rischiano di non poter essere stabilizzati dopo anni di lavoro. Si tratta di medici e infermieri delle strutture della provincia, che in molti casi attendevano solo questa possibilità.

Sul caso interviene ora il presidente dell’Ordine dei Medici di Latina Giovanni Maria Righetti, che annuncia l’ipotesi di proporre una denuncia alla Procura per accertare eventuali responsabilità. Intanto, la vicenda dei precari della Asl rimasti fuori dalla stabilizzazione arriverà il prossio martedì all’attenzione del Consiglio direttivo dell’ordine dei medici. “Vita la situazione emersa anche grazie a notizie desunte da articoli di stampa – scrive in una nota l’ordine dei medici - considerata l'assenza di notizie ufficiali dal parte della Asl Latina circa presunte anomale procedure di assunzione di personale al punto da presumere che molti operatori corrano il rischio di non poter usufruire di procedure concorsuali di stabilizzazione, persistendo l'assenza di chiarimenti sulle motivazioni delle procedure di assunzioni adottate nel corso degli ultimi anni, il Presidente dell'Ordine non esclude l’ipotesi di proporre una denuncia alla Procura della Repubblica”.

Il caso riguarda in particolare il personale che rientra nel lotto della legge 208/2015, che prevede una riserva del 50%, rimasto clamorosamente escluso dalle ultime stabilizzazioni.

 “Incredibilmente  – scrive l’Unione sindacale di base in una nota – nei decreti regionali di dicembre non compaiono riserve per la Asl di Latina, malgrado ci fossero i relativi finanziamenti”. “Comprendiamo le difficoltà della direzione generale nel fornire una spiegazione del motivo per cui non esistono posti riservati per la Asl di Latina – prosegue l’Usb – ma è da tempo che la nostra organizzazione sindacale denuncia il metodo di gestione amministrativa, pressappochista e feudale, che oggi viene evidenziato dalla paradossale situazione che si è venuta a creare”. L’Usb fa quindi riferimento all’ipotesi di una mobilitazione generale, che rischierebbe di paralizzare la sanità pontina.

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