Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Premio d'arte internazionale Comel, finalisti i pontini Manciocchi e Tozzi

Tra i tredici finalisti anche Venanzio Manciocchi di Sermoneta e Angelo Tozzi di Latina che sfideranno gli altri artisti selezionati e provenienti da numerosi Paesi della Comunità Europea

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Tra i tredici artisti selezionati per il Premio d'arte internazionale Comel 2013 (www.premiocomel.it) c'è una gradita sorpresa: due pontini sfideranno gli altri undici artisti dei Paesi della Comunità Europea che hanno superato la selezione della giuria del Premio.

Vale la pena di ricordarlo, la giuria è formata dall'insigne critico d'arte prof. Giorgio Agnisola, dall'artista di chiara fama Gregorio Botta, nonché vice direttore de La Repubblica, e da Agnès Martin, direttore fondatore della St. Stephen's Cultural Center Foundation, acclamata organizzazione da cui escono i migliori talenti italiani e non solo.

Quindi un orgoglio ben riposto nei nostri due artisti, che portano il nome di Latina non solo in giro per l'Italia, dove hanno esposto in importanti collettive e personali, ma anche all'estero, anche grazie all'interesse internazionale ora suscitato dal Premio Comel, quest'anno alla seconda edizione e già lanciatissimo. Vediamoli un po' più da vicino.

Venanzio Manciocchi è originario di Sermoneta, dove nasce nel 1947. Vive a Latina. Negli anni '70 emerge la sua abilità pittorica fondata sulla ricchezza del paesaggio naturale che la terra pontina offre generosamente. Non è un caso che il suo percorso lo porti ad essere uno dei fautori dell'associazione Foglianoarte, che ogni anno immerge la produzione artistica scelta in scenari che sono essi stessi arte. Predilige la soluzione cromatica indipendente dalla descrizione formale e racconta attraverso le emozioni che traspaiono da superfici misteriose e brulicanti di humus fertile pronto ad essere colto. La terra, il mare, il Circeo (che per il critico Agnisola è per Manciocchi ciò che il Monte Sainte-Victoire era per Cézanne) la spiaggia, sono elementi fondamentali che continuamente chiamano l'uomo ponendolo di fronte al mistero della meraviglia naturale e contemporaneamente lo mettono in bilico tra realtà e trasfigurazione essenziale, vita e passaggi altrove, buio e luce di rinascita. La natura è campo di ricerca psicologica e fonte emozionale, indagine spirituale ed epifania.

Angelo Tozzi nasce a Latina nel 1960, dove tuttora vive e lavora. Laureato in architettura, dagli anni '70 prende confidenza con tutte le principali tecniche pittoriche formali ed inizia ad esporre (in più occasioni è ospite della Galleria Lydia Palumbo Scalzi di Latina, sempre molto attenta nella selezione). L'incontro con le opere di Fontana, Burri, ed altri rappresentanti delle tecniche informali e del minimalismo concettuale, scardina le certezze definite per decidere con forza di liberare il segno dalla gabbia della regola. L'invisibile trova finalmente una via d'uscita e si palesa nell'essenzialità del gesto e della costruzione minima soffusa di poeticità. Ogni tipo di materiale serve allo scopo espressivo in una continua sperimentazione e sfida dei linguaggi, che si fa sempre più sottile graficamente e intensa nella significazione.

Gabriella Mazzola, responsabile dello Spazio Comel (la galleria espositiva del Premio e di numerosi altri eventi di alta qualità) ha comunicato che gli artisti finalisti, esporranno in una collettiva dal 9 marzo al 14 aprile. La giuria nominerà il vincitore (a cui andranno 2500 euro) il 6 aprile.

Novità di questa edizione, anche il pubblico potrà esprimere una preferenza, così da nominare, a chiusura della mostra, un ulteriore vincitore, che verrà sponsorizzato dallo Spazio Comel (www.facebook.com/SpazioComel).

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