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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Centro / Corso della Repubblica

Infiltrazioni della criminalità nella provincia pontina, con Omizzolo si parla di “Quinta Mafia”

La presentazione del libro di Marco Omizzolo, "La Quinta Mafia" martedì 18 ottobre presso la sede di Latina Bene Comune; a seguire approfondimento e dibattito su un tema centrale, quello delle infiltrazioni mafiose nel territorio pontino

Attenzione puntata sul tema delle infiltrazioni mafiose nella provincia pontina martedì 18 ottobre alle 19 quando nella sede di Latina Bene Comune, in corso della Repubblica 216, si terrà la presentazione del libro di Marco Omizzolo, “La Quinta Mafia”. 

Un incontro, fortemente voluto dal segretario di Latina Bene Comune Pietro Gava e organizzato nell’ambito delle attività del Forum della Cultura di Lbc, e che dopo la presentazione del libro prevede un dibattito e un momento di confronto nel quale si potranno rivolgere all’autore domande finalizzate all’approfondimento di un tema centrale, quello delle infiltrazioni mafiose nel territorio pontino.  

“Il libro - si legge in una nota did presentazione dell’evento - racconta episodi selezionati in un periodo che va dal 1980 al 1992, un periodo che ci racconta Omizzolo è centrale per la capacità che le varie mafie pontine hanno avuto di consolidarsi, penetrare nel tessuto sociale prima ancora che economico e politico, risultare presenze evidenti senza essere però additate e capaci nel contempo di costruire relazioni di potere che hanno permesso loro di realizzare affari, peraltro in tutta la provincia di Latina, sino addirittura ad aprire scontri armati che avevano come compito quello di costruire nuove relazioni ed equilibri. Il risultato è stato un rafforzamento del network mafioso”.

Un fenomeno questo, denominato “La Quinta Mafia”, “una espressione non mia -  ci racconta Marco Omizzolo –  che indica un modello mafioso fatto di relazioni sociali e poi di interessi economici e politici che nel corso degli anni successivi a quelli selezionati ha visto manifestare la sua violenza e capacità di condizionamento. Penso all’omicidio di Don Cesare Boschin, parroco di borgo Montello, vicino Latina, che denunciò per primo il traffico illecito di rifiuti che interessava la relativa discarica e più in generale l’intera provincia di Latina, il “caso Fondi”, il sistema degli appalti, delle truffe allo Stato, il racket, la saldatura sempre più stretta tra politica e criminalità, come le ultime brillanti operazioni delle forze dell’ordine pontine hanno dimostrato (operazione “Don’t touch”), sino alla formazione, come provata da una recente pubblicazione dal titolo ‘Le mafie straniere in Italia’, di una proto-mafia ossia di un’organizzazione criminale internazionale dedita al traffico internazionale di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo, caporalato e agromafie”.

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Ogni volta che si sente parlare di mafia nel pontino, si legge ancora nella nota di Lbc, “si pensa erroneamente di trovarsi di fronte ad un fenomeno nuovo, il libro invece ci dimostra come questo fenomeno parte da lontano, ha avviato la sua conquista della provincia di Latina sin dagli anni 80 ed oggi è ben radicato, in quanto fenomeno basato sulla capacità di creare equilibri tra relazioni interne,  tra diversi clan mafiosi presenti nel pontino, ed  esterne  con alcune articolazioni dello Stato, dell’imprenditoria, del credito, della società.  

Combattere efficacemente le mafie significa combattere nel contempo i comportamenti e gli interessi mafiosi che sono fuori di esse, inclusi comportamenti come l’ignavia, l’indifferenza, il disinteresse che costituiscono l’humus sul quale le mafie e altre forme di criminalità prosperano”.

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