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Cronaca

Primo maggio tra contestazione e musica, striscione choc di CasaPound

In una piazza del Popolo gremita il tradizionale concerto. Gli ex dipendenti Midal organizzano un flash mob; al cimitero campeggia la scritta provocatoria del sindacato di CasaPound

Quello di Latina è stato un primo maggio all’insegna della musica, della voglia di divertirsi, ma anche della crisi e della forte contestazione.

Se sin dalle prime ore del pomeriggio piazza del Popolo è stata gremita di persone che hanno assistito al lungo concertone che si è concluso in tarda serata e che ha visto alternarsi sul palco una trentina di artisti locali e nazionali riscaldando l’atmosfera e allontanando per qualche ora i problemi di tutti i giorni, forti risuonano le contestazioni di Casapound e dei lavoratori ex Midal.

DIS-GUSTO TOUR - I 37 ex dipendenti, che quest’anno hanno vissuto il loro primo maggio da disoccupati e che da mesi portano avanti la loro protesta con il “Dis-Gusto Tour” – dal nome del supermercato dove fino a qualche mese fa lavoravano -, hanno organizzato per il giorno della Festa dei Lavoratori un flash mob.

Una mobilitazione a cui sono stati invitati a partecipare anche i singoli cittadini. Un modo per dire no alle ingiustizie che hanno subito, per dare ancora voce ai loro diritti, per difendere la loro dignità.

CASAPOUND – “Buon 1 maggio, lavoratore suicidato”: in tempi di crisi il 1 maggio si festeggia anche così. Questo è, infatti, lo striscione appeso davanti al cimitero di Latina, come in altre 50 città italiane, con cui Blu, Blocco Lavoratori Unitario, il sindacato nato in seno a CasaPound, ha voluto celebrare il giorno della Festa dei Lavoratori.

Una vera e propria provocazione da parte del sindacato che da mesi, e già in altre occasioni, ha avuto modo di lanciare in modo chiaro e deciso messaggi contro l’attuale situazione di crisi vissuta dal nostro paese. Due erano state le situazioni in cui era sceso in campo, contro i licenziamenti avviati dall'azienda di autotrasporto trentina Arcese e dalle Officine meccaniche ferroviarie del Salento e un blitz coordinato in una cinquantina di città italiane contro la riforma del lavoro e la modifica dell'articolo 18.

E Blu se la prende anche con i sindacati – ieri in protesta a Rieti, una delle città simbolo della crisi nel Lazio – e con il concertone del 1 maggio che come ormai da tradizione ogni hanno va in scena in piazza San Giovanni a Roma. “Anche questa volta, l'azione è stata compiuta simultaneamente in una cinquantina tra città e piccoli centri dal Nord al Sud del Paese – si legge in una nota di Blu -. ‘Ci sono sindacati che non festeggiano’ si legge in calce ai volantini 'choc' che stanno facendo il giro del web: l'immagine rappresentata è quella di un operaio impiccato che pende da un grande '1'. A lato la scritta: ‘Forse non ti interessa più, ma a Roma oggi c'è un gran concerto. Buon 1 maggio, lavoratore suicidato’. E il 'concertone' organizzato da Cgil, Cisl e Uil a piazza San Giovanni è finito anche su uno degli striscioni esposti dal sindacato di Cpi a Roma: ''Buon 1 maggio, lavoratore suicidato – si legge – stasera niente concerto''.

''Rifiutiamo la logica da 'panem et circenses' dei sindacati, anche perché di 'panem', a differenza di quanto avveniva nell'antica Roma, oggi non se ne vede più – sottolinea Blu nella nota –. Di fronte a una lista di imprenditori e lavoratori 'suicidati' da uno Stato strozzino che si allunga ogni giorno di più e a una riforma che punta a ridurre i lavoratori in stato di servaggio, Cgil, Cisl e Uil non sanno fare di meglio che pretendere di utilizzare come una vetrina, peraltro a costo zero, piazza San Giovanni, sperando così di far dimenticare a suon di musica la loro inettitudine. Noi però a questo gioco ipocrita non partecipiamo. E' il 1 maggio, ma non c'è niente da festeggiare''.

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