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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca

Processo Alba Pontina, l’accusa chiede condanne per quasi 80 anni di carcere

A Roma il processo con rito abbreviato per i tre figli di Armando Lallà Di Silvio e altre sei persone

Hanno chiesto condanne per quasi 80 anni di carcere i pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De lazzaro nella loro requisitoria al processo Alba Pontina che si tiene a Roma davanti al giudice per l’udienza preliminare Annalisa Marzano. Nove gli imputati, tra cui i tre figli di Armando Lallà Di Silvio che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato e beneficiare così dello sconto di un terzo della pena.

Ieri pomeriggio, al termine di una lunga udienza sono state formulate le richieste di condanna: 18 anni ciascuno per Samuele e Gianluca Di Silvio e 16 anni e otto mesi per Ferdinando Pupetto, ai quali viene contestata, per la prima volta, l’associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso. Per quanto riguarda gli altri la richiesta è di sei anni per Gianfranco Mastracci; cinque anni per Daniele Sicignano e Valentina Travali; quattro anni e 4 mesi per Mohamed Jandoubi e Hacene Hassan Ounissi; due anni e due mesi per Daniele Coppi.

Gli esponenti del clan di Campo Boario, finiti in carcere nel giugno dello scorso anno nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, alle estorsioni ai danni di commercianti, avvocati e commercialisti.

In udienza hanno le tre parti civili costituite in giudizio: il Comune di Latina presente con l’avvocato Francesco Cavalcanti, la Regione Lazio rappresentata dall’avvocato Carlo D’Amata e l’associazione “Caponnetto”. L’udienza è stata rinviata al 24 maggio quando la parola passerà alla difesa con gli  avvocati Alessia Vita, Sandro Marcheselli e Oreste Palmieri. E questa mattina in Tribunale a Latina prosegue il processo a Armando Lallà Di Silvio, la moglie Sabina De Rosa, Angela, Genoveffa e Giulia Di Silvio e Francesca De Rosa e poi Tiziano Cesari e Federico Arcieri che vengono giudicati con giudizio immediato cautelare.  

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