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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Il processo / Cisterna di Latina

Desirée Mariottini: in appello chieste le conferme delle condanne, anche per i due ergastoli

La 16enne originaria di Cisterna morta nel 2018 a Roma, in uno stabile abbandonato, a causa di un mix di droghe. Quattro gli imputati, accusati a vario titolo di omicidio, violenza sessuale e spaccio

Davanti alla Corte d'Assise d'appello di Roma il pm ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado per i quattro imputati del processo per la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna, morta la sera del 19 ottobre 2018 a Roma, in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, a causa di un mix letale di droghe. Dunque, due ergastoli e due condanne a 27 e a 24 anni e mezzo. 

I quattro imputati, Mamadou Gara, Yousef Salia, Brian Minthe e Alinno Chima sono accusati, a vario titolo, di omicidio, violenza sessuale e spaccio. Il processo di primo grado il 19 giugno del 2021 si era concluso con una condanna all'ergastolo per Gara e Salia, mentre Chima era stato condananto a 27 anni e Minthe a 24 e mezzo. ’Gli imputati - ha detto oggi in aula il sostituto procuratore - avrebbero potuto salvare Desiree chiamando i soccorsi, ma non lo fecero per evitare problemi ai loro affari con la droga. Da parte di tutti e quattro vi fu adesione volontaria all’evento morte per nascondere le loro responsabilità”  Dopo l'accusa hanno parlato i legali delle parti civili,

legali delle parti civili costituite: Maria Belli per la mamma di Desirée, Barbara Mariottini, e la sorella minorenne; Maria Teresa Ciotti per i nonni materni della ragazza, Oreste Palmieri per il padre Gianluca Zuncheddu, Claudia Sorrenti per la zia della vittima

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