Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Processo Caronte, sentenza emessa all'alba: 240 anni di carcere

La sentenza, per quasi 240 anni di carcere, dopo 18 ore di camera di consiglio; 24 gli imputati quasi tutti appartenenti alle famiglie Ciarelli e Di Silvio. Regge l'impianto accusatorio, i pm avevano chiesto quasi tre secoli di condanne

La sentenza è stata emessa questa mattina all’alba: erano le 6.30 quando i giudici del Collegio Penale del Tribunale di Latina, presieduto da Donatella Salari, a latere Cecilia Cavaceppi e Luigi Giannantonio, dopo circa 18 ore di camera di consiglio, hanno dato lettura del dispositivo nell’ambito del processo Caronte.

Ventiquattro sono gli imputati, per lo più appartenenti alle famiglie dei Ciarelli e dei Di Silvio che, secondo gli inquirenti, avrebbero formato un unico sodalizio sodalizio per controllare diversi traffici illeciti e coinvolti in quella nota come la "guerra criminale" che all'inizio del 2010 aveva sconvolto il capoluogo pontino con l'agguato a Carmine Ciarelli e gli omicidi di Massimiliano Moro e Fabio Bonamano detto "bistecca"; per loro accuse a vario titolo di associazione per delinquere, usura ed estorsione.

Queste le condanne: 21 anni per Carmine Ciarelli, 15 anni per Pasquale Ciarelli, 3 anni per Rosaria Ciarelli, 12 anni per Gianluca Mattiuzzo, 4 anni e 8 mesi per Rosaria Di Silvio, 4 anni per Maria Cristina Di Silvio, 6 anni e 8 mesi per Ferdinando Ciarelli, detto Macù, 18 anni e 10 mesi per Ferdinando Ciarelli, detto Furt, 14 anni per Antongiorgio Ciarelli, 17 anni e 2 mesi per Carmine Di Silvio, detto Porcellino, 6 anni e mezzo per Giuseppe Di Silvio, detto Romolo,  4 anni per Ferdinando “Pupetto”, 15 anni e due mesi per Costantino Di Silvio, detto Patatone, 13 anni per Giuseppe Di Silvio, detto Ciappola, 13 anni per Mario Esposito, 13 anni per Giuliano Papa, 6 anni e 5 mesi per Mario Carboni, 14 anni per Vincenzo Falzarano, 13 anni per Simone Grenga, 14 anni per Andrea Pradissitto, 2 anni e 4 mesi per Pasquale Verrengia. Assolto, perchè il fatto non sussiste Antonio Di Silvio, detto Sapurò. E ancora, 2 anni per Monia Izzo, 6 anni per Antonio Di Silvio, detto Patatino. 

Durante la requisitoria i pubblici ministeri Marco Giancristofaro e Giuseppe Miliano avevano chiesto quasi tre secoli di condanne per i 24 imputati, richieste che in parte sono state accolte dai giudici.

Il processo scaturito dall’omonima operazione della Squadra Mobile che nel 2012 aveva arrestato 34 persone.

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