Cronaca Cisterna di Latina

Omicidio di Desirèe, le parole della mamma Barbara dopo la sentenza: "Non ho avuto giustizia"

Tutti condannati i quattro imputati, ma solo per due è scattato l'ergastolo. Una giornata di grande dolore, conclusa solo in tarda serata dopo sette ore di camera di consiglio dei giudici

La mamma durante la sentenza per l'omicidio di Desiree Mariottini nell'aula bunker di Rebibbia. Roma, 19 giugno 2021. ANSA/CLAUDIO PERI

"Uno degli assassini di mia figlia è libero. Non me lo spiego, non è giustizia. Sono molto delusa”. Sono le parole di Barbara Mariottini, la mamma di Desirée, 16enne di Cisterna trovata morta in un palazzo di San Lorenzo il 19 ottobre del 2018,  pronunciate dopo la lettura della sentenza per l’omicidio della figlia. I giudici della Terza Corte d’Assise di Roma hanno infatti condannato tutti e quattro gli imputati, ma soltanto due hanno avuto l’ergastolo, ma per uno, Brian Minthe, era stata disposta la scarcerazione per la scadenza dei termini di custodia cautelare. In realtà in queste ore si è appreso che è stato raggiunto da una nuova misura chiesta e ottenuta dalla Procura di Roma per l'accusa di omicidio. Minthe dunque non ha mai lasciato il carcere.

Omicidio Desirée: tutti condannati. Due ergastoli

Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, i quattro cittadini africani accusati di avere violentato e ucciso con un mix di droghe la sedicenne, erano accusati a vario titolo di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. I giudici hanno condannato Gara e Salia al carcere a vita, China a 27 anni di carcere e Minthe a 24 anni e 6 mesi. Minthe inizialmente era stato rimesso in libertà, ma poi è stato raggiunto da una nuova misura chiesta e ottenuta dalla Procura di Roma per l'accusa di omicidio. I pm avevano chiesto per tutti la condanna all'ergastolo.

Barbara Mariottini sabato era in aula insieme ad altri familiari e agli amici di Desirée. Indossava una maglietta bianca con la foto della figlia. Una giornata tesissima e dolorosa quella di ieri, sabato 19 giugno, conclusa solo a tarda sera con la lettura della sentenza dopo oltre sette ore di camera di consiglio. Ed è stato a quel punto che la sofferenza e la frustrazione sono esplose: una donna dal pubblico ha urlato ai condannati "Maledetti, possiate bruciare all'inferno”, mentre Barbara ha voluto ribadire che “mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza. Non ho avuto giustizia. Sono molto arrabbiata. Era una bambina di 16 anni.  L'hanno lasciata dopo 4 ore di agonia”.

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