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Cronaca

Droga dalla Spagna al sud pontino sui camion Lazialfrigo, reati quasi tutti prescritti

Processo "Diablo", il pm chiede la condanna solo per Giuseppe e Luigi D’Alterio. Per gli altri imputati in arrivo l’assoluzione

Sono ormai prescritti quasi tutti i reati contestati ai 18 imputati del processo per l’operazione "Diablo" che aveva sgominato un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti nel sud pontino.

Ieri nella penultima udienza del processo a carico di Giuseppe D’Alterio, la moglie Anna Milazzo, il figlio Luigi, i latinensi Matteo Baldascini e Fabio Criscuolo, Giuseppe Ciano, Luca Fabrizio, Alessio Ferri, Umberto Gori, i cisternesi Roberto e Gianluca Lorello, Pasqualino Marotta, Fabio Pannozzo, Aldo Perrucci, Francesco Pistillo, Gianluca Risivi, Antonio Scimmo e  Carlo Zizzo il pubblico ministero Giuseppe Bontempo nella sua requisitoria ha tirato le fila dell’inchiesta ricostruendo i vari passaggi prima di presentare le sue richieste: il rappresentante dell’accusa ha sollecitato una condanna a 8 anni di carcere per Giuseppe D’Alterio per due soli capi di imputazione e quattro anni e sei mesi di carcere per Luigi D’Alterio in relazione ad una tentata estorsione. Per la maggior parte degli altri imputati invece il pm ha chiesto l’assoluzione per sopraggiunta prescrizione dei reati contestati che si collocano in un periodo compreso tra il 2003 e il 2004 ma a causa della lentezza della macchina giudiziaria  il rinvio a giudizio degli imputati era arrivato soltanto a gennaio 2012.

L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Formia aveva scoperto un traffico internazionale di stupefacenti: la droga veniva acquistata a Milano, Roma e Napoli e in Spagna e poi arrivava in provincia di Latina viaggiando a bordo dei camion della società Lazialfrigo, di proprietà della famiglia D’Alterio. Ultima udienza il 15 aprile con la sentenza che inevitabilmente dovrà prendere atto della prescrizione di molti reati.

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