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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Sperlonga

Lottizzazione abusiva a Sperlonga, processo a Cusani: valanga di parti civili

Il primo cittadino sul banco degli imputati insieme a due tecnici accusati di lottizzazione abusiva in relazione al Piano integrato della città. Comune citato come responsabile civile

Ancora guai giudiziari per il sindaco di Sperlonga Armando Cusani e per la sua amministrazione. Questa mattina davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Assunta Fosso c’è stata una nuova udienza del processo che vede sul banco degli imputati, oltre al primo cittadino, Antonio Faiola e Luca Conte accusati - Cusani in qualità di sindaco, Faiola quale responsabile dell’ufficio tecnico e Conte quale progettista - di lottizzazione abusiva in relazione al Piano integrato della città.

In particolare il pm Giuseppe Miliano contesta che attraverso il programma integrato e i relativi accordi di programma siano stati autorizzati “interventi di edilizia speculativa di gran lunga prevalenti in volumetria e superfici rispetto alle opere di edilizia residenziale pubblica” e sempre secondo l’accusa il piano è “da ritenersi illegittimo, utilizzato per eludere la procedura ordinaria di variante generale del Prg che avrebbe imposto il rispetto delle volumetrie da esso previste, rilasciando a terzi i permessi di costruire".

Nell’udienza odierna il giudice ha sciolto la riserva accogliendo l’ammissione di numerose parti civili: i consiglieri di opposizione di Sperlonga Cambia assistiti dall’avvocato Guglielmo Raso che chiedono 100mila euro di risarcimento per il danno di immagine sofferto a causa dalle condotte contestate, alle quali è seguito un clamore mediatico su scala nazionale che ha screditato Sperlonga, le istituzioni cittadine e gli stessi consiglieri. Ammessi anche la Regione Lazio con l’avvocato Renato Archidiacono, l’associazione Caponnetto con Alfredo Galasso e sette cittadini che hanno sofferto ingenti danni alle loro proprietà, in conseguenza della lottizzazione abusiva e che chiedono un risarcimento di 6 milioni di euro, rappresentati dall’avvocato Francesco Di Ciollo.

Presente anche l’avvocato Corrado De Simone, in qualità di legale del Comune di Sperlonga presente in giudizio come persona offesa ma, senza costituirsi parte civile, e con la insolita richiesta di difendere l’operato dell'amministrazione, tesi contestata dalle parti civili e non accolta dal giudice Fosso la quale ha sottolineato che la persona offesa non ha titolo né potere di interlocuzione nel processo, non essendo parte processuale. Accolta inoltre la richiesta dell'avvocato Di Ciollo che è stato autorizzato a citare in giudizio il Comune di Sperlonga quale responsabile civile che risponderà quindi dei danni patrimoniali prodotti.

Si torna in aula il 27 marzo 2019 quando inizierà l’istruttoria dibattimentale.

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