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Operaio precipitato dal lucernaio, due persone a giudizio per omicidio colposo

A rispondere della morte di Daniele Angeletti il suo datore di lavoro e il titolare della società dove è avvenuto l'infortunio

Due rinvii a giudizio per la morte dell’operaio Daniele Angeletti, 50 anni, precipitato dal tetto di un’azienda di Prossedi dove stava effettuando alcuni lavori.

Questa mattina il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario ha mandato a processo Salvatore Meo, titolare della ditta per la quale la vittima lavorava e Giuseppe Bardari, amministratore della società proprietaria dello stabilimento di lavorazione e conservazione di prodotti alimentari teatro dell’infortunio.

I due, assistiti dagli avvocati Orlando Mariani, Francesca Apponi, Simone Rinaldi e Gianni Lauretti, dovranno comparire davanti al giudice monocratico Francesco Valentini il 20 gennaio 2021 per rispondere di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza dei posti di lavoro. I familiari dell’operaio si sono costituiti parte civile con gli avvocati Luigi Di Mambro, Cristiano Montemagno e Umberto Malandrucco.

Quel 18 gennaio 2018 Angeletti stava facendo alcuni lavori in uno stabilimento della Sia a Prossedi per conto di una ditta esterna di Cisterna, quando era scivolato sulla copertura in plexiglass che si era rotta facendolo precipitare al suolo. Questa mattina il gip ha accolto la richiesta del pubblico ministero Antonio Sgarrella disponendo il rinvio a giudizio dei due indagati.

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