Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Prostituzione a Latina, battaglia di Di Giorgi: “Maggiori controlli”

Il sindaco di Latina ha scritto alle forze dell'ordine per chiedere di intensificare la vigilanza finalizzata al contrasto del fenomeno. L'invito dopo le numerose segnalazioni dei cittadini

I cittadini di Latina sono stanchi di vedere ragazze che lungo le strade del capoluogo esercitano l’attività di prostituzione.

Numerose le segnalazioni che sono arrivate al sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi tanto da spingerlo ad iniziare la sua battaglia e a scrivere una lettera alle forze dell’ordine, e per conoscenza al Prefetto Antonio D’Acunto, in cui invita gli stessi organi di polizia, per quanto di competenza, ad intensificare la vigilanza finalizzata al contrasto del fenomeno.

La richiesta di maggiori controlli, come si legge proprio nella missiva del primo cittadino, si rende necessaria “in considerazione delle recenti, numerose e reiterate segnalazioni da parte di cittadini del riacutizzarsi della presenza di persone dedite all’esercizio della prostituzione in ambito urbano”.  Nella sua comunicazione il sindaco fa anche riferimento all’ordinanza sindacale, tutt’ora in vigore, emessa il 23.07.2009 relativa alla “prevenzione e contrasto di comportamenti connessi con l’esercizio della prostituzione su strada o su suolo pubblico”.

Nella stessa ordinanza si fa divieto “a chiunque di contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che comunque, per l’atteggiamento o per l’abbigliamento, manifestino l’intenzione di prostituirsi”.

In particolare, le strade interessate dall’ordinanza sono: la 148 Pontina, il tratto urbano di prosecuzione della stessa e le strade secondarie che vi si immettono (in particolare: strada del Bastione, strada del Sorbo, strada Mangano, strada Novella e strada Rio Martino).

“L’ordinanza in oggetto prevede le sanzioni penali e amministrative del caso e la sanzione accessoria della confisca “delle cose che servirono o furono destinate a commettere l’infrazione, ovvero che ne costituiscono il prodotto”, in sostanza anche le automobili secondo quanto previsto dall’art. 20 comma 3 della Legge 24.11.1981, n. 689” si legge infine in una nota del Comune.

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