Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Da agricoltore di Latina a leader nazionale, ecco chi è Danilo Calvani

È uno dei coordinatori del Movimento 9 dicembre e in una settimana è diventato uno dei leader della protesta che sta interessando l'intero Paese. La storia di Danilo Calvani parte dalla provincia di Latina

Forse mai avrebbe pensato di vedersi piovere addosso tutta questa attenzione dei media, locali e nazionali, così come del suo tanto citato “popolo italiano”. Da contadino a piccolo imprenditore agricolo fino ad essere oggi uno dei leader della mobilitazione che sta scuotendo l’intero Paese.

Danilo Calvani, coordinatore nazionale del Movimento 9 dicembre, arriva dalla provincia di Latina, più precisamente da Pontinia dove vive con la moglie e quattro figli; è cresciuto in una famiglia di agricoltori e grazie a loro, dice, di aver compreso quelli che sono i valori della terra e della vita.

"Ho studiato Ragioneria - racconta nei giorni scorsi all'Ansa - ma ho lasciato l'anno prima del diploma e mi sono dedicato a coltivare ortaggi". Poi piano piano oltre alla passione per la terra si consolida in lui anche quella della lotta e della battaglia per la difesa dei diritti degli agricoltori prima e quelli del “popolo italiano” poi, fino a diventare oggi uno dei leader del Coordinamento 9 dicembre.

Oggi smentisce tutte le accuse che gli vengono rivolte da chi crede che tutto questo venga fatto per la futura creazione di un partito e l’ingresso in politica. Nel suo passato nessuna tessera di partito nè di sindacato, precisa. "Da giovane – ha sottolineato sempre all’Ansa - ho votato Dc e Psi, poi mi sono pentito perchè sono finiti tutti in galera. Negli ultimi anni ho votato solo in due occasioni, una volta per Forza Italia e una volta per i Verdi”.

Ma in realtà alla vita politica locale si è affacciato nel 2011 quando con la lista civica dei Cra (Comitati Riuniti Agricoli) si è candidato a sindaco alle elezioni amministrative a Latina raccogliendo una solo una manciata di voti.

Ma la sua presenza nella vita politica e sociale della provincia pontina negli ultimi non si è mai oscurata. Nel 2010 ha partecipato all’occupazione dell’Inps: per mesi un presidio di trattori e agricoltori ha stazionato davanti la sede pontina dell’istituto con bandiere e striscioni.

La sua “anima” rivoluzionaria esce fuori poi nel 2012 quando, insieme al movimento Dignità Sociale, sale agli onori della cronaca per la protesta dei “forconi”; sulla scia della protesta nata allora in Sicilia, la mobilitazione guidata da Danilo Calvani arriva anche nella provincia pontina. Trattori e camionisti presidiano e bloccano alcune arterie strategiche del territorio spingendosi anche oltre e minacciando la “marcia su Roma”. Una mobilitazione che di fatto poi non c’è stata, “ridimensionata” ad una manifestazione che si è tenuta al PalaCavicchi a Roma, in cui se da un lato ha visto l’adesione oltre che degli agricoltori anche di tassisti, pescatori e commercianti, dall’altro non ha avuto la partecipazione attesa e tanto invocata alla vigilia..

Nei mesi successivi Calvani è andato avanti con proteste sporadiche - contro la casta ed Equitalia - fino alla grande mobilitazione del 9 dicembre. Dopo un lungo tour per l'Italia, il 6 ottobre scorso, nella cella frigorifera di Pontinia, è nato il Coordinamento 9 dicembre. "All'inizio - aggiunge - abbiamo messo insieme gruppi che non dialogavano tra loro. Comitati di categorie delusi dai sindacati, di cittadini e di principi. Erano un centinaio, ora aumentano con una tale frequenza che non riesco più a contarli".

"E' una rivoluzione – ha precisato - che è partita dalle donne, sono state le prime a volerla. Ci vogliono far passare per violenti, estremisti, mafiosi, fascisti. Non è così. E' il popolo arrabbiato e desolato che è sceso in piazza. Gli estremisti non hanno nulla a che vedere con noi anche se la nostra protesta comprende tutte le idee".

"La nostra è legittima difesa” - ha urlato ieri durante il comizio in piazza del Popolo condotto al grido “tutti a casa”. In questi giorni poi è stato protagonista dell’episodio che ha subito tenuto a precisare quando al termine di un comizio a Genova è stato visto andare via a bordo di una Jaguar. “Non è mia, è di un amico che mi ha dato un passaggio” ha chiarito. “Anzi approfitto per ringraziare quanti durante questa avventura ci hanno dato una mano – ha spiegato ieri durante il comizio -. In tanti hanno fatto collette per la benzina, altri ci hanno dato un passaggio in questo repentino muoverci per l’Italia, altri ci hanno offerto da mangiare”.

Ora l’appuntamento è per la settimana prossima, forse mercoledì 18 dicembre con una grande manifestazione a Roma. Ma nessun corteo "per evitare di mettere la protesta su un piatto d'argento a persone che arriverebbero dal resto del Paese nella capitale solo per mettere a ferro e fuoco la città". I forconi rilanciano la loro prossima sfida per "una mobilitazione che proseguirà ad oltranza". E in piazza l'unico simbolo sarà il tricolore.

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