Cronaca

Flop per i Forconi a Latina? Calvani: “Non è un obiettivo fallito”

Un centinaio di manifestanti ieri a Latina e poca partecipazione anche a Roma, Genova e Torino. Ma il leader pontino non vuole sentir parlare di "obiettivo fallito" e pensa alla mobilitazione del 18 gennaio a Roma

Un bilancio all’indomani della manifestazione davanti la Prefettura prima di guardare avanti e di pensare alle prossime mosse. Ieri i sit-in davanti alle prefetture di tutta Italia hanno raccolto poche, pochissime adesioni, lasciando le piazze semideserte, come avvenuto a Roma, Genova e Torino.

Un centinaio di persone, invece, m si sono radunate ieri mattina in piazza della Libertà dove alcuni manifestanti hanno dato fuoco alle cartelle esattoriali di Equitalia prima che Danilo Calvani e una delegazione del Coordinamento 9 dicembre fosse ricevuto dal Prefetto di Latina Antonio D’Acunto.

Ma lo stesso leader pontino del movimento non vuole sentir parlare di "obiettivo fallito", come sostenuto dal suo ex "collega", il siciliano Mariano Ferro ed annuncia per il 18 gennaio un "cammino per la libertà", in concomitanza con nuove manifestazioni, questa volta davanti alle sedi delle Regioni.

E s’infiamma così la polemica a distanza, nata dopo la frammentazione del movimento, tra Calvani da un lato e Ferro e Chiavegato dall’altro. "Loro hanno deciso di diventare un partito politico e questo non era pianificato nel coordinamento - l'attacco di Calvani a Ferro e Chiavegato -, ma dubito che la gente li segua su questa strada".
"Calvani - è la replica - è un uomo solo che ha deciso di lasciare il coordinamento, che esiste ancora oggi. Non credo che riusciranno a raggiungere il loro obiettivo di far cadere il governo - continua -. Fino a quando non riusciremo a portare in piazza un milione di persone, non faremo traballare proprio nessuno".

Perché sta proprio qui la differenza tra i due leader, nel diverso atteggiamento assunto nei confronti del governo. La frangia più estrema, che fa capo a Calvani, chiede "dimissioni immediate", mentre l'ala più moderata di Ferro e Chiavegato è disposta ad aprire un tavolo, anche se è pronta anche ad "azioni forti" se non ci saranno risposte.

Intanto l’agricoltore pontino prepara la manifestazione della prossima settimana a Roma. “Il 18 gennaio partirà il cammino della libertà. Raggiungeremo Roma a piedi da tutti i presidi d’Italia” ha dichiarato.

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