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Domenica, 27 Novembre 2022
La mobilitazione

Giornalisti in piazza: “Difendiamo il diritto di cronaca e dei cittadini ad essere informati”

La sezione locale dell’associazione Stampa Romana aderisce alla protesta dei cronisti romani contro l’applicazione nel Lazio delle norme sulla presunzione di non colpevolezza introdotte dal decreto Cartabia. Presidio l'8 novembre davanti alla Procura a Latina

Anche i giornalisti della provincia pontina scendono in piazza contro il cosiddetto “decreto Cartabaia”. L’associazione Stampa Romana sezione Latina ha infatti deciso di aderire alla protesta dei cronisti romani contro l’applicazione nell’ambito della regione Lazio delle norme sulla presunzione di non colpevolezza introdotte dal decreto legislativo 188 del 2021 firmato dall’ex ministro della Giustizia Marta Cartabia, “di cui la libera informazione in Italia attende da parte dei ministeri competenti una corretta lettura attraverso nuove circolari esplicative che non mettano a repentaglio (come sta avvenendo) il diritto di cronaca”.

Un problema che non è solo romano, ma che si ripropone nelle città sede di Procure tra cui il capoluogo pontino. “La legge sulla presunzione di innocenza - si legge in una nota di presentazione della manifestazione prevista per l'8 novembre - appare un pericoloso alibi. Eppure è fondamentale permettere la verifica di fatti e notizie nell’immediatezza, oltretutto, in un momento così delicato per la vita del Paese colpito da una crisi economica gravissima che rischia di generare grandi tensioni sociali. Ma per la paura di assumersi responsabilità o di essere ‘redarguiti’, tutti i livelli coinvolti in quello che dovrebbe essere un aperto confronto con gli organi di stampa, nel rispetto dei ruoli, si stanno trincerando dietro un no comment che spesso è o sfiora la censura. Una condizione inaccettabile: chi opera in difesa dello Stato e dei cittadini deve anche essere in grado di potere interloquire con i professionisti dell’informazione i quali, ricordiamo, hanno dei doveri già sanciti dai codici deontologici”.

Quello che i giornalisti chiedono, spiegano dalla sezione di Latina dell’associazione Stampa Romana, è “il ripristino immediato di un adeguato scambio di informazioni che risponda almeno al buon senso piuttosto che alla declinazione fallata e fuorviante di una norma europea il cui spirito (che condividiamo) è stato ampiamente travisato nell’adozione legislativa italiana. Chiediamo al nuovo Governo e al nuovo Parlamento di rivedere il meccanismo che ha portato a questo deterioramento dei rapporti che rischia di privare tutti i cittadini della conoscenza effettiva di ciò che succede nelle loro città”.

La mobilitazione generale che vede la partecipazione della Fnsi, dell’Ordine dei giornalisti, di tutte le Associazioni di stampa regionali e gli Istituti di categoria e di tutte le organizzazioni e associazioni che “lottano per la difesa della libertà e l’indipendenza dell’informazione”, è stata organizzata per l’8 novembre, a un anno dall’introduzione del decreto legislativo 188/2021 sulla “presunzione di innocenza”; l’appello a partecipare è rivoltolo a tutte “le singole colleghe e i colleghi”, ma anche alle “pubbliche autorità che non si riconoscono in una norma che sta travalicando il suo obiettivo finendo per ledere un altro diritto fondamentale”.

A Latina il presidio dei giornalisti organizzato dalla sezione locale dell’Associazione Stampa Romana, in contemporanea con la protesta dei colleghi romani, è previsto alle 9,30 di martedì 8 novembre davanti alla Procura in via Ezio. 

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