Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Sanità, targa elettronica negli studi per scoprire i “falsi medici”

Questa una delle novità del protocollo d'intesa "anti-abusivismo e anti-prestanomismo" siglato da Regione Lazio e Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri provinciali. L'accordo durerà tre anni

Protocollo d'intesa "anti-abusivismo e anti-prestanomismo" firmato stamattina dalla Regione Lazio e dagli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri provinciali.

Diverse le novità che sono state introdotte tra cui quella di una targa elettronica sulla porta degli studi medici del Lazio su cui basterà puntare il telefonino per scoprire se quel dottore o quel dentista hanno una vera laurea ed esercitano regolarmente la professione.

A siglare l'intesa, funque, il governatore Nicola Zingaretti e i presidenti degli Ordini provinciali Roberto Lala (Roma), Giovanni Maria Righetti (Latina), Fabrizio Cristofari (Frosinone), Dario Chiariaco (Rieti) e Antonio Maria Lanzetti (Viterbo).

L'accordo firmato oggi dura tre anni, e prevede che Regione e Ordini si impegnino a una consultazione periodica per la condivisione delle banche dati relative a titoli di studio e certificati di specializzazione. Verrà dunque creato un Osservatorio tecnico per verificare, con cadenza semestrale, lo stato di attuazione del protocollo.

L'Osservatorio non comporta oneri aggiuntivi per la Regione Lazio che collaborerà con gli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri anche allo sviluppo di un'applicazione informatica che consenta all'utente di avere una mappatura precisa della dislocazione, sul territorio regionale, degli studi medici e odontoiatrici. Sarà possibile creare un sistema per la diffusione di un QR-Code (cioè quei 'codici a barre' quadrati che possono essere letti dagli smartphone) da apporre all'uscita di ogni studio medico o odontoiatrico, così da certificarne la regolarità amministrativa e professionale.

L'abusivismo, ha spiegato Lala, è un fenomeno grave e molto diffuso nel Lazio: "Nella nostra regione operano circa 50mila medici - ha affermato il presidente dell'Ordine di Roma - e ci sono almeno 6-7mila abusivi: sono degli imbonitori che riescono a convincere il paziente con lauree non prese o prese chissà dove".

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