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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Prove “Invalsi”, la protesta degli studenti: “Non siamo crocette”

La protesta della Rete Studenti Medi Lazio; oggi i test "a crocette" per i ragazzi delle scuole superiori: "Basta classifiche e punteggi. La valutazione è una cosa seria"

Di nuovo in protesta contro le prove “Invalsi”, test a crocette finalizzate a vedere i risultati di apprendimento in diverse materie degli studenti italiani delle classi delle scuole superiori. Sono i ragazzi della Rete Studenti Medi Lazio che proprio oggi, nel giorno in cui si svolgono le prove hanno ribadito il loro “no” con una mobilitazione dallo slogan “Non siamo crocette”.

Basta classifiche e punteggi. La valutazione è una cosa seria” questo il loro pensiero. “Oggi si svolgono le prove ‘Invalsi’, sono test, che si svolgono ogni anno e in punti cruciali del percorso formativo di uno studente, sviluppati sul modello OCSE-PISA, basato su classifiche e percentuali che, secondo alcune proposte, andrebbero a pesare sul finanziamento degli istituti scolastici” spiegano in una nota.

“Crediamo in ottica generale che la valutazione non debba dare premi e punizioni ma far venire a conoscenza dei punti deboli e dei punti forti e, di conseguenza, intervenire dove necessario. Ciò vale per gli studenti, per i docenti, per le istituzioni scolastiche e per lo Stato che deve sapere dove investire per migliorare il sistema scolastico.

Occorre quindi - proseguono gli studenti - un sistema di valutazione esterno che utilizzi un giudizio complessivo, che guardi alle molteplici sfaccettature di una scuola e delle parti che la vivono e che sarà sicuramente più adeguato per mettere in campo interventi di miglioramento rispetto a delle classifiche. Vogliamo un sistema nazionale di valutazione che vada oltre la certificazione degli obiettivi didattici raggiunti in matematica ed italiano - concludono gli studenti -. Vogliamo un sistema che tenga in considerazione l’offerta formativa della scuola, lo stato dell’edificio in termini di sicurezza e decoro, il rapporto tra le varie componenti della scuola e il contesto socio-economico di partenza”.

"Questa mattina abbiamo fatto flash mob davanti a diverse scuole della regione e davanti all'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio per portare all'attenzione pubblica la questione dei test Invalsi - commenta Giuseppe Cirelli, Segretario Generale della Rete Studenti Medi del Lazio -: ancora una volta ribadiamo che non è attraverso una prova a crocette che si testa l'efficacia educativa della scuola pubblica sui ragazzi, il ruolo della scuola va molto oltre alla mera acquisizione di nozioni”.

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