Cronaca

Tribunale per i Diritti del Malato: “La storia inaccettabile della radioterapia di Latina”

L'intervento del Tribunale per i Diritti del Malato: “Un primo riscontro dall’ASL per l’acquisizione del nuovo acceleratore lineare. Da più di due anni la provincia dispone di una sola macchina di radioterapia, quando ce ne vorrebbero almeno tre”

Una storia inaccettabile” così viene definita dal Tribunale per i Diritti del Malato la storia, e in particolare quella recente, della struttura di radioterapia oncologia di Latina storicamente dotata di due acceleratori lineari indispensabili per garantire la continuità dei trattamenti antitumorali.

Da circa due anni Latina dispone di una sola macchina per la radioterapia ed un anno è passato da quando la Regione ha stanziato oltre due milioni di euro per l’acquisto di un acceleratore lineare. Da allora nulla si è più mosso e oggi, anche se dalla Asl è arrivato un primo riscontro per l’acquisizione del nuovo acceleratore lineare a doppia energia, il Tribunale per i Diritti del Malato torna sulla delicata questione.

“Nell’agosto 2013 l'acceleratore più vecchio, dopo 17 anni di servizio, è forzatamente ‘andato in pensione’ - si legge in una nota a firma della coordinatrice Gianna Sangiorgi -. Quindi da più di due anni la provincia di Latina dispone di una sola macchina di radioterapia, quando invece per la popolazione di 548.613 abitanti ce ne vorrebbero almeno tre. Il 18 novembre 2014 la Regione Lazio ha deliberato ‘per l’acquisto di tecnologie sanitarie in somma urgenza’. Ed esattamente ‘alla Asl di Latina il finanziamento di euro 2.300.000,00, IVA compresa, per l’acquisto di un acceleratore lineare, in sostituzione di quello esistente presso il Servizio di Radioterapia del Presidio Ospedaliero S. M. Goretti di Latina…' (delibera n. 779).

Quanto esposto per far intendere lo sgomento con il quale l'8 ottobre abbiamo appreso dalla stampa locale che l’ASL Latina in questo ambito stia manifestando una inspiegabile inerzia. Come non bastasse abbiamo letto anche che la somma stanziata dalla Regione con una finalità definita con precisione inequivocabile, fosse minacciata nella sua entità per l'intenzione di utilizzarla in parte cospicua in altri modi”.

“L'11 ottobre scorso quindi - prosegue la nota - a mezzo comunicato stampa abbiamo reso pubblico l’allarme che tale situazione suscita a motivo di
- ulteriore ritardo nella erogazione di prestazioni che sono dovute ai cittadini contribuenti, - destinazione solo parziale dell’importo deliberato dalla Regione Lazio per l’acquisto delle attrezzature con conseguente minor livello tecnologico e quindi qualitativo delle prestazioni erogabili, - possibilità che un impiego non consono allo scopo dichiarato in delibera comporti, e sarebbe una beffa intollerabile per i pazienti oncologici della nostra provincia, la revoca del finanziamento stesso da parte della Regione e abbiamo chiesto agli amministratori della ASL Latina il motivo dei ritardi e di rassicurare che la delibera fosse attuata correttamente secondo i suoi contenuti”.

Il 15 ottobre poi presso la direzione della ASL Latina l'incontro sull’argomento con il direttore generale aziendale. “Dal colloquio - conclude Gianna Sangiorgi - è emerso che il capitolato di gara è tuttora in fase di elaborazione e successivamente verrà sottoposto alla valutazione dell’amministrazione regionale per l'approvazione. Nella stessa sede come Tribunale per i Diritti del Malato abbiamo ribadito la necessità che il capitolato di gara rispetti quanto stabilito dalla delibera regionale sopra menzionata, auspicando altresì che l’amministrazione ASL garantisca trasparenza e massima apertura alla collaborazione con le organizzazioni di tutela degli utenti durante tutto l’iter procedurale”.

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