Cronaca

Business degli abiti usati, dai cassonetti alla vendita in Africa ed Est Europa

Messo in piedi un business milionario nascosto dietro gli indumenti lasciati nei secchioni gialli per la raccolta di abiti usati, che, raccolti a Roma e Latina, poi venivano venduti come nuovi in Africa e nell'Est dell'Europa

Passava anche per la provincia pontina l’azione dell’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti speciali sgominata dalla polizia di Roma. Arresti, perquisizioni e sequestri sono stati operati questa mattina da parte della Polizia di Stato e della Polizia Provinciale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine il gruppo aveva messo in piedi un business milionario nascosto dietro gli indumenti lasciati nei secchioni gialli per la raccolta di abiti usati, vestiti che arrivavano poi in Africa e nell’Est dell’Europa dove i "rifiuti" venivano venduti come nuovi con un guadagno di milioni di euro.

Secondo quanto emerso, gli indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e falso, infatti, raccoglievano, soprattutto sul territorio di Roma e Latina, il materiale da trattare attraverso una rete di cooperative sociali. Due di queste sono state sequestrate su disposizione del giudice per le indagini preliminari.

Secondo le risultanze investigative il sodalizio violava le normative sulla tutela ambientale e sullo smaltimento dei rifiuti speciali, saltava le operazioni di igienizzazione e rivendeva all'estero gli indumenti, in violazione di numerose disposizioni del D.lgs. 152/2006 (Testo Unico dell'Ambiente). Tutti reati sono aggravati dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 146/2006, avendo i responsabili fornito il loro contributo nella commissione dei reati a vantaggio di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato.

TUTTO SULL’OPERAZIONE

Sono 14 le misure cautelari eseguite questa mattina all’alba tra Roma, Napoli e Salerno. Nel corso delle indagini, inoltre, è emerso che le oltre tre tonnellate di indumenti destinati ogni anno ai mercati stranieri, non trattate e quindi a tutti gli effetti da classificarsi come rifiuti, viaggiavano con bolle di accompagnamento false e venivano fatturate per un quarto del totale.
Tra i soggetti destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche Pietro e Aniello Cozzolino, appartenenti agli ambienti della camorra di Portici

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