Brutale rapina ad un anziano picchiato e legato in casa: arrestato un 26enne

I fatti risalgono al 30 gennaio scorso sulla Litoranea a Latina: la vittima stordita con uno spray urticante, poi colpita con un bastone e legata mani e piedi

E’ stato arrestato dagli agenti della polizia di Latina un giovane di 26 anni di origini romene, Daniel Dragos Marcu, ritenuto il presunto responsabile di una violenta rapina messa a segno lo scorso gennaio ai danni di un’anziano aggredito presso la propria abitazione, dopo essere stato accecato con spray urticante e brutalmente malmenato.

Nella giornata di oggi gli agenti hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del giovane identificato dalla Squadra Mobile al termine di articolate indagini. L’uomo, spiegano dalla Questura di Latina, “è da considerare un soggetto di elevata pericolosità sociale, dedotta dai numerosi precedenti penali a suo carico”; lo scorso 9 marzo era stato arrestato dalla Squadra Mobile per le violenze commesse nei confronti dell’ex convivente. 

La rapina violenta

I fatti risalgono al 30 gennaio scorso. Quella sera, intorno alle 21, l’anziano ultrasessantenne che vive in un’abitazione di campagna lungo la via Litoranea a Latina, dopo aver sentito abbaiare i suoi cani continuamente è uscito di casa per controllare. Appena fuori è stato aggredito da ignoti che gli hanno spruzzato sul viso una sostanza urticante in modo da tramortirlo; subito dopo è stato raggiunto da diversi colpi di bastone sulla schiena e su un fianco, che gli hanno procurato lesioni importanti tanto da richiedere il ricovero presso l’ospedale Santa Maria Goretti.

Dopo l’aggressione, l’anziano è stato trascinato all’interno dell'abitazione e legato mani e piedi sul pavimento, mentre l’aggressore rovistava all’interno della casa alla ricerca di valori di cui appropriarsi, sottraendo oggetti e denaro per un ammontare piuttosto modesto. Il malvivente, probabilmente con l’aiuto di un complice, si è poi allontanato facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini

Le indagini, immediatamente attivate dagli investigatori della Squadra Mobile, hanno permesso di individuare con grande tempestività "le responsabilità del rumeno grazie anche alle comunicazioni che lo stesso aveva effettuato via chat nelle ore successive alla rapina. Da quelle comunicazioni - spiega la Questura - risultava incontrovertibile che il rumeno aveva necessità di piazzare sul mercato la refurtiva sottratta all’anziana vittima”. Refurtiva che, peraltro, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.

Il sostituto procuratore Marco Giancristofaro, condividendo perfettamente le risultanze investigative, ha richiesto e ottenuto il provvedimento restrittivo emesso dal Gip del Tribunale di Latina ed eseguito oggi. 

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