Rapporto “Mafie nel Lazio”: 18 i clan operativi tra Latina e la provincia pontina

"La criminalità organizzata presente nella provincia di Latina ha caratteristiche simili a quelle delle mafie del sud Italia": si legge nel dossier in cui si fa riferimento anche all'operazione Don'T Touch. La relazione a cura dell'Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità con Libera

Uno degli arresti durante l'operazione Don't Touch

Nel Lazio le mafie ci sono e si presentano con volto violento dei clan e la forza "criminale-imprenditoriale" dei capitali sporchi. 

E’ questo quanto, in parte, emerge dal rapporto "Mafie nel Lazio” a cura dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, in collaborazione con Libera; giunto al suo secondo appuntamento è stato presentato ieri a Roma, nella sede della Casa del Jazz, alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, del Coordinatore della Dda Procuratore Aggiunto, Michele Prestipino, del Comandante dei Carabinieri Lazio Generale, Angelo Agovino, del Capo del secondo reparto della Dia, Maurizio Calvino e Gianpiero Cioffredi, Presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio. 

Nel Lazio ci sono 92 organizzazioni criminali, un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi. I boss, emerge dalla relazione, portano avanti attività illegali, occupano interi segmenti dell'economia legale, mettono a rischio la vita dei cittadini e attentano alla vita delle istituzioni, forti di una complicità e una contiguità di una parte del tessuto socio-economico regionale.

IL BASSO LAZIO - L’attenzione nel rapporto è concentrata anche sul Basso Lazio e su come le mafie insistono sul territorio che, come si legge, continua a rappresentare un'area particolarmente condizionata dalla presenza di clan tradizionali, 'ndrangheta e camorra in particolare, e da un'escalation di violenza delle mafie e della criminalità autoctona, dedite a estorsioni, usura e traffico di droga. 

Incendi, gambizzazioni, attentati si susseguono a ritmi preoccupanti nel sono la dimostrazione: operatori economici e amministratori pubblici, come dimostra anche il monitoraggio effettuato dall'Osservatorio, sono i principali bersagli. Lo rivelano le analisi delle aree prese in esame: dalle cittadine della provincia di Roma , ovvero Anzio-Nettuno, sino alla provincia di Latina, le città di Aprilia, Castelforte Minturno, Frosinone e Cassino. 

Fra la provincia di Latina e quella di Frosinone il monitoraggio dell'Osservatorio, individua complessivamente, la presenza, di 27 clan mafiosi: 18 nella provincia di Latina (11 sono clan camorristici) e 9 in quella di Frosinone ( 5 guidati da boss di camorra).

LA PROVINCIA PONTINA - E circa una decina di pagine nel rapporto sono dedicate proprio alla provincia pontina. Si legge nel rapporto: “La criminalità organizzata presente nella provincia di Latina - come evidenziato nei lavori della Commissione parlamentare antimafia - ha caratteristiche simili a quelle delle mafie del sud Italia. In particolare, ricalca il modus operandi della camorra, per quel che riguarda le infiltrazioni nel tessuto socio-economico”. 

Un passaggio nel dossier viene dedicato anche all’audizione del questore di Latina Giuseppe De Matteis, davanti alla Commissione parlamentare antimafia nel maggio scorso. De Matteis ha parlato di “una provincia divisa in quattro zone di influenza da parte delle organizzazioni criminali: la prima zona il sud pontino Formia e Gaeta, dove operano famiglie affiliate ai casalesi, una seconda è quella di Fondi dove imperversa la ‘ndrangheta, l’area nord rappresentata da Aprilia e Cisterna dove insistono organizzazioni riferibili alla ‘ndrangheta e poi l’ultima area, Latina, dove insiste il clan Ciarelli-Di Silvio collegato con il clan romano Casamonica”.

E non poteva mancare anche il riferimento all’operazione della Squadra Mobile “Don’t Touch” dell’ottobre scorso che ha portato all’arresto di 24 persone tra cui Costantino Di Silvio, detto Cha Cha, Gianluca Tuma e Angelo Travali. Un paragrafo a parte è dedicato anche alla città di Aprilia, “condizionata da anni dall’azione criminale di organizzazioni mafiose - si legge nel rapporto -, come attestano le relazioni della Commissione parlamentare antimafia, quelle della Direzione nazionale”. 

E sono anche i numeri a restituirci una fotografia preoccupante della provincia pontina dove nel 2015 sono stati commessi circa sette episodi di attentati e intimidazioni. 

IL PRESIDENTE ZINGARETTI - "Il rapporto è un contributo importante per far crescere la consapevolezza di quello che ci accade intorno. Ed è importante perché è un testo che finalmente unisce tutto ciò che è avvenuto senza paura di denunciare” ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto” ringrazio della collaborazione il procuratore Prestipino, le forze dell'ordine, l'associazionismo perché in questo caso la regione ha svolto un ruolo che gli è proprio: quello di chiamare a raccolta lo Stato che combatte e produrre un testo molto molto importante”.

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