Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Reati ambientali e difesa dei territori, il vescovo: “Raccogliamo l’invito del Papa”

Il vescovo Mariano Crociata ha accolto l'invito di papa Francesco contenuto nella sua enciclica “Laudato sì” alla “rinnovata attenzione alle situazioni di degrado ambientale, ma anche di recupero dei propri territori”

Un’approfondita attenzione ai temi di degrado e alle emergenze ambientali. Anche la diocesi pontina ha accolto l'invito di papa Francesco ad accompagnare la pubblicazione della sua enciclica Laudato si’ – sulla cura della casa comune “con una rinnovata attenzione alle situazioni di degrado ambientale, ma anche di recupero dei propri territori”.

Ed è stato lo stesso vescovo Mariano Crociata che, pur non entrando nel merito di scelte politiche o amministrative che non gli appartengono, ha contestualizzato le parole del Santo Padre, riflettendo su quella che è la situazione pontina.

“Raccogliamo l’appello che ci viene dal Santo Padre a rivolgere una più approfondita attenzione a questo ambito, diventato più che mai cruciale per la vita dell’uomo. Anzi, dell’umanità. Oggi siamo invitati come credenti a riscoprire il senso della creazione e il dono della natura con la conseguente responsabilità a custodirla e a difenderla, con il pensiero rivolto non solo all’oggi ma anche alle generazioni future. Il nostro territorio, quello pontino, è profondamente toccato dal problema ecologico. L’enciclica di papa Francesco offre l’occasione e sollecita vivamente a farci carico come esseri umani, come cittadini, come credenti, dei danni prodotti verso l’ambiente, ma anche delle potenzialità di sviluppo umano, culturale e sociale in esso contenute”.

E sono tante le emergenze ambientali del territorio pontino purtroppo note da anni. L’abusivismo edilizio solo per fare qualche esempio, al fianco di lottizzazioni che provocano anche danni gravi come il dissesto idrogeologico; la scarsa manutenzione dell’ambiente forestale che favorisce gli incendi boschivi che tanto hanno deturpato la fascia collinare; l’inquinamento dei canali della zona che sfociano a mare; la gestione dei rifiuti urbani, specie riguardo alle discariche abusive; l’impatto dell’industria estrattiva o lo sfruttamento delle risorse ambientali, come quelle idriche usate per coltivazioni intensive o di produzioni industriali, in termini di sostenibilità ambientale.

A fronte di queste situazioni, si legge ancora nella nota “c’è anche l'attenzione per quelle potenzialità del territorio che potrebbero consentire un recupero anche dal punto di vista economico e forse occupazionale. Ecco perché è necessario pensare a uno sfruttamento sostenibile (in senso cristiano) delle risorse naturali che esistono in zona, tra cui le principali sono il parco nazionale del Circeo con le sue zone umide di valore internazionale, la costa e il mare (combattendo così anche l’erosione delle spiagge), l’agricoltura, per non parlare poi della ricchezza paesaggistica e culturale della fascia collinare dei monti Lepini".

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