Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Ricettazione di auto rubate, scatta l’operazione “Crazy Cars”: 9 arresti

Sequestrati anche beni, società e conti per un oltre 2 milioni di euro; nel corso delle perquisizioni rinvenute anche droga e una pistola. L'operazione di Squadra Mobile e Commissariato di Cisterna

Nove le persone arrestate e un sequestro di beni, società e conti correnti per un valore di oltre 2 milioni di euro: questo il bilancio dell’operazione “Crazy Cars” della polizia che ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura, nei confronti di A.F. (40 anni attualmente irreperibile poiché trasferitosi per motivi di lavoro in Germania), V.M. (59 anni), I.M. (28 anni), M.C. (36 anni), L.S. (41 anni) e A.A. (35 anni), nonché alla misura degli arresti domiciliari nei confronti di C.G. (46 anni), A.M. (62 anni) e D.P.M.(31 anni).

Le indagini

L’attività è stata svolta dagli uomini della Squadra Mobile di Latina, sezione Reati contro il Patrimonio, con i colleghi del Commissariato e con il supporto di 10 equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine Lazio, Campania e Umbria. Nel corso delle indagini sono state accertate, come spiegano dalla Questura, “condotte reiterate di ricettazione di veicoli di provenienza furtiva ricevuti ed immessi in città in modo sistematico, comprovate dai servizi tecnici di intercettazione che documentano le trasferte per il procacciamento dei veicoli e le trattative con gli acquirenti”, episodi di estorsione al fine di silenziare un rivenditore che pretendeva il pagamento di quanto dovuto, così come l’investimento dei proventi dell’attività illecita nella intestazione di una pluralità di immobili, conti correnti ed attività formalmente di fittizi intestatari, mero schermo del vero titolare che in tal modo poteva mettersi al riparo da possibili misure di prevenzione.

"Crazy Cars": il video dell'operazione della polizia

L’input alle indagini

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, hanno preso il via dalla denuncia querela sporta da un cittadino rumeno dopo che aveva aveva rinvenuto un proiettile inesploso sulla porta d’ingresso della propria abitazione. Un’intimidazione, secondo gli investigatori, finalizzata a costringerlo a cedere la propria vettura ad M.C., rinunciando ai 20mila euro che erano il compenso pattuito e che lo straniero avrebbe dovuto ricevere  dall’incasso di quattro assegni da 5mila euro ciascuno, grazie anche la complicità di I.M. e L.S..

In particolare, il primo, oltre ad effettuare sull’utenza dello straniero telefonate minatorie allo scopo di farsi restituire i 4 assegni bancari, in una circostanza, su incarico di M.C., l'aveva anche avvicinato per strada mostrandogli, per intimidirlo, a una pistola a tamburo; L.S. invece, in un’occasione aveva raggiunto la vittima nella propria abitazione costringendola a scrivere a mano una falsa attestazione, con la quale dichiarava di aver ricevuto 17.500 euro da parte di M.C. per la vendita di una Mercedes e specificando di riconsegnare uno degli assegni bancari, facendosi anche consegnare personalmente 600 euro “per il disturbo”.

Inoltre le intercettazioni telefoniche hanno permesso di riscontrare che l’uomo di 46 anni, titolare di una rivendita di auto e moto, con la complicità di A.F. e V.M. ricettavano autovetture rubate: è stato infatti ricostruito nel corso delle indagini che i tre avevano ricevuto a Napoli, da persone rimaste ignote, quattro auto di media cilindrata risultate oggetto di furto e che erano state occultate per poter essere poi rivendute ad ignari clienti sul territorio di Latina e provincia.

Un secondo filone di indagine si è poi sviluppato nel proseguo dell’attività investigativa: è stato infatti scoperto che A.A., insieme a due suoi stretti familiari, A.M. e D.P.M., gestiva di fatto alcune società di compra vendita auto, con una rivendita commerciale che si trova alla periferia di Latina. "L’intestazione fittizia dei beni da parte di A.A. - spiegano ancora dalla Questura - costituisce l’espediente utilizzato per eludere gli effetti ablativi delle misure di prevenzione patrimoniale, posto che lo stesso risulta soggetto gravato da numerosi precedenti penali, in prevalenza per reati contro il patrimonio, alcuni dei quali passati in giudicato".

Le perquisizioni e i sequestri

Durante l’operazione è stata data anche esecuzione al decreto di perquisizione personale e domiciliare emesso a carico degli indagati, e quello di di sequestro preventivo di società, conti correnti, beni mobili ed immobili riconducibili ad una famiglia, di un valore superiore a 2 milioni di euro. Non solo, ma nel corso dell’attività sono stati rinvenuti anche 5 orologi Rolex e un orologio Cartier oltre alla somma in contanti di 50mila euro nelle disponibilità del 35enne che sono stati sequestrati, mentre durante le perquisizioni a carico di I.M. sono stati trovati anche 150 grammi di marijuana materiale per il confezionamento ed un bilancino di precisione, poi sottoposti a sequestro, e nell’abitazione del 30enne G.M.M., non destinatario delle misure cautelari di oggi, anche una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, anche questa sottoposta a sequestro. Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato e portati in carcere.

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